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Transumanesimo: verso una filosofia futurista, di Max More
Filosofia - Estropia / Transumanesimo

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Religione, Euprasofia e Transumanesimo

L'umanità è nelle fasi iniziali di un periodo di espansione esplosiva della conoscenza, della libertà, dell'intelligenza, della vita e della saggezza. Tuttavia, la nostra specie persiste nelle vecchie strutture concettuali e nei processi che agiscono come un freno sul progresso. Uno dei peggiori freni è il pensiero religioso. In questo saggio vorrei mostrare come la religione agisce da forza entropica contrapponendosi alla nostra promozione della transumanità e al nostro futuro di postumani. Allo stesso tempo riconoscerò il ruolo positivo e necessario che le religioni hanno svolto nel dare senso e struttura alla nostra vita. L'alternativa alla religione non è un disperato nichilismo, né uno sterile scientismo, ma il transumanesimo. L’Umanesimo, anche se è un passo importante nella giusta direzione, contiene molti valori e idee obsolete. L’Estropianesimo è la principale forma di transumanesimo che muove al di là dell’umanesimo, concentrandosi sul nostro futuro evolutivo.

Prima di aprire il dibattito sarà utile distinguere tra le nozioni di religione, umanesimo, transumanesimo, postumano, euprasofia ed estropianesimo.

Il nucleo di ogni religione consiste nella fede e nel culto. Altri elementi tipici per le religioni sono le credenze nelle forze soprannaturali, le cerimonie, una visione completa della vita e una teoria morale o regolativa. In genere le religioni sostengono che esiste un dio o delle divinità che danno significato alla nostra vita assegnandoci un ruolo in un grande progetto creato e controllato da forze esterne soprannaturali. La nostra funzione è limitata ad obbedire e lodare queste forze o entità. Tuttavia, l'essenza della religione e gli stili di pensiero religioso si identificano nella fede e nel culto piuttosto che nella semplice credenza in un dio. Una euprasofia, un filosofia di vita non-religiosa, svolge un ruolo memetico simile nel senso che è interessata a creare o ad aumentare la significatività attraverso un quadro filosofico. In contrasto con la religione, l’euprasofia è contraria alla fede, al dogmatismo, all'autoritarismo ideologico e alla stagnazione.

Il concetto di euprasofia comprende al suo interno umanesimo, transumanesimo (compreso l’Estropianesimo) e un futuro possibile postumanesimo. L’Umanesimo è un’euprasofia o filosofia di vita che rifiuta le divinità, la fede e il culto, basandosi invece su una visione di valori e significatività della natura e della potenzialità degli uomini entro un quadro razionale e scientifico. Il Transumanesimo è una classe di filosofie che cercano di guidarci verso una condizione postumana. Il Transumanesimo condivide molti elementi dell’umanesimo, compreso il rispetto per la ragione e la scienza, un impegno per il progresso e una valorizzazione dell’umana (o transumana) esistenza in questa vita piuttosto che in qualche "aldilà" soprannaturale. Il Transumanesimo differisce dall’umanesimo nel riconoscere e anticipare i cambiamenti radicali della natura e le possibilità della nostra vita derivanti da varie scienze e tecnologie, come le neuroscienze, la neurofarmacologia, l’estensione della vita, le nanotecnologie, l’intelligenza artificiale, la colonizzazione dello spazio e si combina con una filosofia e un sistema di valori.

Infine, l’Estropianesimo è la prima versione del transumanesimo. Mentre tutti i transumanisti in quanto tali sarebbero d'accordo su molti obiettivi generali, alcuni possono differire rispetto ai principi che riguardano una fase postumana. La filosofia dell’Estropianesimo afferma i valori di espansione illimitata, auto-trasformazione, ottimismo dinamico, tecnologia intelligente e ordine spontaneo.

Perché la Religione persiste?

Molte persone trovano imbarazzante e frustrante che la religione persista nonostante enormi progressi nella comprensione scientifica. Al fine di vedere il motivo per cui questo è avvenuto e che cosa riserva il futuro per la religione abbiamo bisogno di determinare le cause della religione. Suggerisco che ci sono quattro cause fondamentali: La religione è (a) un sistema pre-scientifico di spiegazione e di tecnologia; (b) una fonte di significato, direzione ed espressione emotiva nella vita; (c) un mezzo di controllo sociale; (d ) un mezzo per far fronte alle incertezze e alla morte. Vorrei commentare (c) e (d), brevemente, poi vorrei soffermarmi su (a) e (b).

CONTROLLO SOCIALE: intendere la religione come una forma di controllo sociale e di dominio probabilmente ha poco valore come spiegazione della sua origine dato che il credo religioso doveva essere esistito prima che potesse essere utilizzato a tal fine. Ma è plausibile pensare che la religione è stata promossa e sviluppata da sacerdoti e da autorità statali al fine di consolidare il proprio potere sui loro sudditi. Se riuscite a convincere la gente che la vostra autorità deriva da Dio o dalla divinità vi troverete in una posizione più forte di una semplice autorità laica. Ciò è dimostrato dal record storico di autorità statale e autorità religiosa tenute dalla stessa persona, questo è ancora vero in molte culture meno sviluppate, come quella iraniana. La forza entropica della religione e la forza statale si sono sinergicamente rafforzati l'un l'altro. Per esempio, “il diritto divino dei re” significava che il Re non poteva fare ingiustizie nel diritto (o nella morale) [in quanto consacrato da Dio n.d.t.]. L'attuale politica di immunità dei governanti nell’esercizio delle loro funzioni è derivata da questo principio.

Marx e Engels presero in considerazione essenzialmente questo punto. Hanno visto la religione in quanto parte di una ideologia che razionalizzava la posizione della classe dirigente, insegnando ai cittadini la virtù della mitezza, dell'umiltà, dell'obbedienza, della non-resistenza e della non-vendetta. I due filosofi hanno visto ciò come inevitabile fino a quando le condizioni sociali derivanti dall'alienazione e dall’infelicità fossero cambiate, rendendo inutile la religione come "oppio del popolo". C’è una certa verità in questo punto di vista che però ignora la natura radicale e distruttiva di alcuni movimenti religiosi e sottovaluta il ruolo che le religioni hanno talvolta svolto nel minare il potere statale. La religione è stata talvolta un’autorità rivale piuttosto che una collaboratrice dello stato.

RAPPORTI CON L’INCERTEZZA E LA MORTE: Uno dei grandi compiti davanti a noi, come transumanisti, è riprogettare la nostra coscienza per farla finita con il potente desiderio di certezza dogmatica. La maggior parte delle persone sentono che non possono sopportare di avere torto. Esse temono un futuro sconosciuto. Rinunciano facilmente all’indipendenza intellettuale ed emotiva in favore della fede a un'altro essere, sia esso umano o soprannaturale. Gli esseri umani sono spinti anche al conforto del dogma religioso dalla terribile realtà della morte. Alcuni transumanisti si aspettano che la religione automaticamente declini con l’accelerazione del progresso tecnologico. Purtroppo, anche con la tecnologia che accelera e la società che cambia, più grande è l’incertezza nella vita delle persone più grande è l’appello della religione in tutte le sue forme. (Qui la presa in consegna della religione da parte del nazionalsocialismo e del comunismo, a volte con grandi sconvolgimenti). Il progresso scientifico e tecnologico da solo non abolirà il pensiero religioso. Le filosofie transumaniste, soprattutto le filosofie immortaliste come l’estropianesimo saranno fondamentali per il progresso intellettuale ed emotivo.

SPIEGAZIONE E TECNOLOGIA: Gli esseri umani (e transumani) sono contrassegnati da un desiderio persistente di capire e controllare il loro ambiente e la loro esperienza. Prima dello sviluppo del metodo scientifico, della logica deduttiva e induttiva, della teoria dei giochi, dei sofisticati principi epistemici e così via, l'uomo ha fatto ricorso alla spiegazione causale e superficiale basata sull’osservazione di fenomeni comuni e alla spiegazione teistica di eventi insoliti. Le Divinità sono state invocate per spiegare fenomeni insoliti o distruttivi cercando di fornire un modello di conforto alle incertezze e agli eventi incontrollabili della vita. Tempeste, alluvioni, tornado, terremoti, epidemie e la follia non possono essere tollerate senza alcune convinzioni sulla loro causa. In mancanza di una spiegazione scientifica era quasi inevitabile una spiegazione religiosa teistica.

Insieme con tentativi pre-scientifici di comprensione ci fu anche uno grezzo tentativo di tecnologia. Una tensione è evidente qui: da un lato le religioni hanno spesso dichiarato che gli eventi sono determinati da un disegno divino e così hanno sostenuto che il tentativo di cambiare le cose era inutile (questo è comune nelle religioni orientali, come pure nelle altre religioni che contemplano la predestinazione). D'altro canto, le religioni hanno offerto alcuni mezzi limitati e accuratamente circoscritti per cambiare il controllo degli eventi, ad es. tramite la preghiera, il rito, la magia. Il risultato complessivo è stato entropico e anti-progressista, poiché la “tecnologia religiosa” è inefficace (con l'eccezione di occasionali effetti psicosomatici).

Il ruolo della religione nel fornire spiegazioni comunque povere della vita umana e dell'ambiente ha ceduto nel tempo alle risorse superiori della scienza empirica. La scienza è stata in grado di spiegare l'enorme varietà di fenomeni, sia comuni che inusuali. Le proteste dei teisti sul fatto che la scienza non ha e non può dare una spiegazione riguardo a l'origine della vita, l’origine del cosmo o la natura della coscienza sono sempre più ridicole come si continua ad imparare e scoprire.

L'obiezione a questo punto di vista dell’origine e della forza della religione è che non è chiaro il motivo per cui la religione è persistente e crescente, anche per quanto i trionfi scientifici abbondino. Questa obiezione però cade in due errori. In primo luogo, per quanto mi risulti, vi sono altri motivi per sostenere che la religione non dipenda interamente o strettamente dallo sviluppo scientifico. In secondo luogo, la forza e l'apparente rinascita della religione è, a mio avviso, una illusione generata da una prospettiva limitata. Certo, la religione non è in declino rapido, ed assume continuamente nuove forme (ad esempio, la mistica New Age), ma visto in un arco di decenni e secoli il trend è abbastanza chiaro. Nel tardo XX secolo la religione è molto meno potente della religione nel Medioevo. In passato la religione ha dominato tutti gli aspetti della vita e l'idea di una separazione della Chiesa e dello Stato sarebbe stata considerata incomprensibile e malvagia.

L'illusione è forte in Nord America, dove le TV evangeliste hanno beneficiato dei moderni mezzi di esposizione. Un profilo più alto e più forte non significa necessariamente che la religione è in realtà più potente. Gli europei vedono il declino della religione in modo più chiaro. Il numero di persone che frequentano le chiese, e la forza della convinzione religiosa sono diminuiti drasticamente. E 'un fatto noto che una percentuale elevata degli stessi sacerdoti e ministri hanno scarse o inesistenti credenze. Siccome la scienza continua a sostituire la religione nel suo ruolo di spiegazione dei fenomeni, questo fattore di persistenza della religione si indebolirà. Tanto importante quanto lo sviluppo della scienza in un indebolimento della religione è la formazione scientifica della popolazione che è però estremamente povera nelle nostre scuole statali monopolizzate e primitive. Sì, come ho osservato in precedenza, la religione potrebbe persistere indefinitamente a meno che non si possano diffondere ampiamente prospettive transumaniste.

EMOZIONE E SIGNIFICATO: per la salute e la forza psicologica l’uomo ha bisogno di una credenza metafisica ed esistenziale in grado di dotare la vita di un significato. La religione svolge un lavoro abbastanza efficace in questo senso, soprattutto se consideriamo la falsità delle sue dottrine. La religione è più efficace nel rafforzare le persone deboli psicologicamente che considerano la vita un fardello: "Hai un amico in Gesù". Fino a quando si rispettano le regole e il credo si è premiati, è necessario non essere troppo interessati ad essere un perdente. La religione opera come un “guscio filosofico” che ripara i deboli, ma è povera nel promuovere positivamente l'evoluzione individuale e sociale. Nell’essere parte di un altro grande progetto uno guadagna l'illusione di significatività anche se è il tipo di significatività di un contadino che si sente asservito al feudalesimo.

Fornendo uno strutturato complesso di miti le religioni aggiungono eccitazione alla vita, forniscono categorie morali utilizzabili e permettono l'espressione di emozioni uniche per gli esseri umani, come la gioia metafisica, l'amore per un principio astratto e l'identificazione con valori profondi al di fuori di sé. Una delle più avvincenti attrazioni della religione è la sua capacità di consentire il sentimento e l’espressione di queste emozioni potenti e trascendenti. Un individuo isolato non può esprimersi, né attualizzare e né riferirsi a valori così ampi. Nel “fare entrare lo Spirito Santo" o qualche altro collegamento a un essere o forza divina, si passa oltre il confine del proprio io poiché ci si connette a una condizione di significatività. Questa caratteristica della fede religiosa è legata al suo ruolo esplicativo in quanto l’essere o le forze che forniscono la struttura significativa hanno anche importanti effetti nel creare, sostenere, strutturare e distruggere l'umanità, il pianeta o l'universo.

Ludwig Feuerbach [filosofo tedesco 1804 -1872 n.d.t.] spiegò come la religione concepisce "Dio" e gli dèi in termini antropocentrici. "L’uomo è il mistero della religione in quanto proietta il suo essere nell’oggettività e poi ancora rende se stesso un oggetto di questa immagine di sé proiettata”. Feuerbach caratterizzò Dio come l'auto-coscienza di un uomo liberato da tutti gli elementi discordanti. Guardare al di là di noi stessi come siamo è una buona cosa ma esternalizzare i nostri valori è sia un’alienazione sia un'abdicazione di responsabilità. Come spiegherò in seguito, il transumanesimo non si concentra su uno stato esterno di perfezione attuale (come immaginato da noi con la nostra mente quasi primitiva) ma su un processo interiorizzato di crescita e di espansione che ci porti nel futuro.

In quanto strategia (generalmente inconscia) per creare significatività, la religione è un fallimento. Questo solo in parte perché si basa su l'ignoranza e il rifiuto della razionalità e degli elementi di prova. Anche se la realtà limitasse le entità o le forze che pretendano di esistere, qualsiasi significato anche lontanamente oggettivo sarebbe assente. Che tipo di ruolo in un disegno divino potrebbe dotarci di significato? Se fosse un elemento banale di un disegno non ci soddisfarrebbe. Noi vogliamo essere vicini al centro del disegno e svolgere un ruolo importante e positivo. "Se il ruolo cosmico dell’essere umano è stato quello di fornire una lezione negativa a qualcun altro ("non agire come loro") o di fornire in modo obbligato cibo a viaggiatori intergalattici che siano importanti, ciò non soddisferebbe le nostre aspirazioni. Il disegno dovrebbe concentrarsi sugli aspetti di noi stessi che apprezziamo o di cui siamo orgogliosi, e dovrebbe utilizzare questi in modo da essere collegato ai motivi per cui li apprezziamo". (R. Nozick). Anche questo non sarebbe sufficiente. Realizzare il nostro ruolo nel disegno potrebbe richiedere la nostra complicità volontaria, o ci potrebbe essere imposto. Se è una nostra scelta, potremmo non avere nessun buon motivo per collaborare. In entrambi i casi non è chiaro come l’aderire al disegno potrebbe darci un significato. Anche se ci dasse un significato potrebbe non essere un bene per noi. Un ulteriore problema sorge quando ci chiediamo che scopi di significatività ci dà Dio; rinvio al lettore di Nozick per un racconto sulla crisi di significatività di Dio.

Religione come Entropia

L'urgenza del bisogno di sostituire le religioni con altri tipi di sistemi significativi e incoraggianti è tanto più evidente se pensiamo all’inerente irrazionalismo della religione e ai suoi rallentamenti entropici del progresso. Come ho già osservato, essenziale per la religione è la fede che non significa un approccio razionale, una decisione pragmatica di adottare una ipotesi: per fede, nel senso pertinente, si intende un determinato credo che persiste a fronte della prova contraria. Come ho sottolineato nel mio "In Lode del Diavolo", l'ostilità alla ragione può essere esplicita (come in Lutero) o può essere rivelata solo dopo alcune analisi sulle credenze religiose. Questo è vero non solo per le religioni tradizionali, come il cristianesimo e l'Islam, e le loro diramazioni come il Mormonismo, ma anche per le diverse varianti di misticismo New Age. Coloro che credono nell’astrologia, nei cristalli, nelle forze angeliche e negli alieni non sono interessati a prove o plausibilità.

L'irrazionalità, il rifiuto dei nostri migliori mezzi di cognizione, è necessariamente pericoloso ed entropico. L’entropia come perdita di ordine, informazioni ed energia utilizzabile, è promossa dalla fede. I valori estropici di aumentare l'intelligenza, la libertà, il divertimento, la longevità, e l'espansione possono essere conseguiti solo con la più scrupolosa occupazione della ragione, della scienza, della logica e del pensiero critico.

Oltre a sovvertire il progresso estropico, la fede irrazionale della religione incoraggia un atteggiamento di rassegnazione. Perché prendersi la briga di cercare di migliorare le cose se agisce "la volontà di Dio" o "Il Piano Cosmico"? Da un lato, i credenti non possono prendere sul serio il male senza fine: data l'esistenza di una perfetta bontà e potenza, i cattivi aspetti della vita devono essere illusori o poco importanti rispetto all’aldilà. D'altro canto, le convinzioni religiose sono generalmente accettate a causa del pessimismo della persona, una visione senza speranza della situazione umana (o della sua condizione personale). La contraddizione che emerge viene eliminata quando vediamo che il punto di vista complessivo è una tragica condizione umana resa sopportabile da un regno di divinità, di salvezza e di paradiso.

Se la religione offre fede nell'invisibile e nell’inconoscibile, il transumanesimo incarna il principio estropico di ottimismo dinamico. A differenza della fede incondizionata in una sfera superiore che si concede a noi tramite un essere divino, l’ottimismo dinamico è una motivazione generata internamente a favore del progresso. E’ un atteggiamento che guarda alle prove, alle tendenze e alle capacità, ma va al di là di esse (e non contro di loro) nel fissare obiettivi ispiratori al fine di darci pieni poteri ad andare avanti, verso l'alto e verso l'esterno. Afferma (letteralmente!): "Mai dire morire". I nostri obiettivi e la direzione per il futuro non sono rigidamente determinati da ciò che pensiamo di sapere adesso, dal momento che ciò che comprediamo e ciò che possiamo realizzare aumenta ogni giorno. L’ottimismo dinamico fa pieno uso delle nostre attuali conoscenze e capacità e ci orienta a muoverci al di là di esse. L’estropianesimo respinge la cultura comune della negatività, la messa a fuoco sul negativo, la difesa della stagnazione e della tradizione e raccomanda un impeto in avanti verso un futuro radioso.

La lotta estropica per qualcosa di meglio di quello che abbiamo esiste nella religione in una forma di fantasia irrazionalista, in cui una superiore esistenza ci è data da una forza divina, un’esistenza veramente accessibile solo dopo la nostra morte e il nostro decadimento fisico. Porre il "paradiso" in un altro regno rimuove da noi la necessità e il punto di assumerci la responsabilità di trasformare la nostra condizione mediante la ragione e la tecnologia. A volte il paradiso è posto (forse temporaneamente) in questo mondo ma sarà concesso da una potenza divina, e non dai nostri sforzi. La religione dice che non abbiamo bisogno di cercare l'immortalità fisica attraverso l’estensione della vita, la biostasi e così via, dal momento che abbiamo già garantita l’immortalità nell'aldilà. Il concetto cristiano di salvezza secondo l'atto di Gesù, piuttosto che attraverso il nostro risarcimento del male e la nostra auto-trasformazione, può finire allo stesso modo in un azzardo morale. La religione giustifica il compiacimento e la stagnazione. Il religioso non ha una risposta alla sfida estropica posta dallo Zarathustra di Nietzsche: "Io vi insegno il superuomo. L’uomo è qualcosa che deve essere superato. Che avete fatto voi per superarlo?"

Nichilismo

Questi difetti sono facili da dimenticare quando sembra che l'alternativa sia il nichilismo, una convinzione nell’assenza di significato e di scopo. La visione nichilista, come precisato da Peter Atkins sostiene che: "Alla radice vi è solo la corruzione e l’inarrestabile ondata di caos". Il nichilismo dice che non vi è verità su come stanno andando le cose, il mondo per esso è senza valori e senza scopi. Come spiega Hans Kung, il nichilismo rappresenta se stesso "come la visione nella nullità, nella contraddittorietà, nell’insensatezza, nell’avalutatività della realtà."

Non voglio spiegare in dettaglio qui che cosa c'è di sbagliato nel nichilismo. Sono d'accordo con Nietzsche (nella Volontà di Potenza) che il nichilismo è solo una fase transitoria, risultante dalla ripartizione di una errata interpretazione del mondo. Ora abbiamo molte risorse per lasciare alle spalle il nichilismo, e affermare invece una prospettiva di valore positiva (ma in continua evoluzione).

Brevemente, per giustificare l'ipotesi che c’è una verità da scoprire si richiede solo un razionalismo critico che è un empirismo pragmatico e fallibilistico ma ottimista. Se ci sono delle regolarità la nostra migliore strategia per scoprirle è un empirismo fallibilista ma ottimista.

Una risposta al nichilismo sui valori è più complicata, ma in sostanza comporta l'osservazione che ci troviamo di fronte a scelte, alternative e che abbiamo desideri in conflitto che richiamano a principi etici. Non vi è alcun valore intrinseco costruito nell'universo. La nostra situazione come esseri viventi e consapevoli ci richiede di adottare e perfezionare continuamente i principi etici. I valori razionali devono essere pratici. I valori pratici sono quelli di favorire la sopravvivenza e la prosperità di ogni individuo. Dato l'obiettivo dell’esistenza della realtà, e dell’esistenza della natura di esseri umani o transumani in ogni punto del tempo, ci sarà l’obiettivo (non intrinseco) dei valori: quei valori che sono effettivamente favorevoli alla nostra prosperità. 

Transumanesimo: significato di una trascendenza continua dei limiti

Ora che abbiamo capito le funzioni della religione, possiamo vedere che un ristretto scientismo non riuscirà a sostituirlo. Un valore profondamente carico, e in più un sistema (o sistemi) aperto e critico rimuoverà necessariamente i virulenti memi religiosi. La crescita dell’umanesimo nel corso dei decenni ha iniziato questo lavoro ma ora è giunto il momento di utilizzare l’opzione del transumanesimo, più inclusiva e memeticamente più attraente.

La filosofia estropica è la più sviluppata forma di transumanesimo. Essa comprende una vasta prospettiva metafisica sullo sviluppo, la direzione, l'obiettivo e il valore della vita e della coscienza. Si va al di là dell’umanesimo guardando attentamente al futuro col fine di capire meglio le nostre possibilità. Poichè ci muoviamo avanti nel tempo la comprensione del nostro immenso potenziale si evolverà, non vi può essere nessuna filosofia di vita finale, ultima, inalterabile. Il Dogma non ha posto all’interno del transumanesimo. L’estropianesimo e gli altri transumanesimi, se si tratta di vere filosofie futuriste, devono essere flessibili e pronti a riconfigurarsi in forme più elevate. In compenso ci dovrebbe essere una resistenza a cambiare solo per un mero interesse della novità: il transumanesimo, se è esso a guidarci, non può comportare un pervasivo scetticismo. La verità, una volta trovata ed esposta, non deve essere gettata velocemente solo per inseguire la novità.

Il transumanesimo estropico offre una filosofia di vita ottimista, vitale e dinamica. Noi guardiamo a una vita di crescita illimitata possibilmente con entusiasmo e con gioia. Noi cerchiamo di annullare tutte le limitazioni alla vita, all'intelligenza, alla libertà, alla conoscenza, e alla felicità. Scienza, tecnologia e ragione devono essere utilizzate per i nostri valori estropici nell’abolire il più grande male: la morte. La morte non ferma il progresso di esseri intelligenti considerati collettivamente, ma cancella i singoli. Nessuna filosofia di vita può essere davvero soddisfacente se glorifica il progresso di esseri intelligenti e cionondimeno condanna ogni singolo a decomporsi nel nulla. Ciascuno di noi cerca la crescita e la trascendenza delle nostre attuali forme e limitazioni. L'abolizione della vecchiaia e, infine, di tutte le cause di morte, è essenziale per qualsiasi filosofia di ottimismo e di trascendenza relativa all'individuo.

L'uomo ha cercato di permeare la sua vita con un senso più ampio di significato tramite la credenza nella possibilità di collegarsi a un regno più alto, per trascendere i propri limiti e per unirsi o almeno per essere in comunione, con l'Infinito e l’Eterno. A prescindere dalla pura falsità e irrazionalità della religione che ha avuto la spiacevole conseguenza (identificata da Ludwig Feuerbach) di svilire l'umanità. Nell’inventare un Dio o una divinità ed elevandoli al di sopra di noi, nell’identificare la fonte di significato e di valore nella divinità, e nell’abbassare noi stessi a questi poteri superiori, abbiamo soffocato il nostro emergente senso di valore personale. Possiamo alzare lo sguardo mentre siamo sulle nostre ginocchia ma senza essere in grado di camminare in avanti.

La filosofia estropica non guarda per ispirazione al di fuori di noi verso una forza superiore straniera. Invece guarda dentro di noi e al di là di noi proiettando in avanti una brillante visione del nostro futuro. Il nostro obiettivo non è Dio ma la continuazione del processo di miglioramento e la trasformazione di noi stessi in forme sempre più elevate. Supereremo i nostri attuali interessi, corpi, menti e forme di organizzazione sociale. Questo processo di espansione e di trascendenza è la sorgente di significatività.

Cosa è la significatività e perchè la filosofia estropica del transumanesimo è particolarmente efficace a incoraggiarla e alimentarla? Una vita statica, che è chiusa entro se stessa e non cerca nuovi valori, non cresce, non esplora, è una mancanza di senso della vita. Se l'universo fosse controllato da un essere malefico che frustasse tutti i tuoi piani, anche prima che questi possano farti avanzare, non saresti in grado di metterti in contatto con cose al di là della tua attuale condizione. Anche se fossi libero di pianificare e di agire, la tua vita sarebbe priva di significato se i tuoi piani a lungo termine non arrivassero più lontano delle attuali e ristrette preoccupazioni (ad esempio, il perseguimento di una gratificazione immediata e le condizioni per il suo mantenimento).

Sarà evidente il motivo per cui la morte distrugge ogni significato. La fine involontaria della vita limita il modo e il grado per il quale puoi connettere la tua vita ad altri valori. La gente cerca il significato della vita mettendosi in contatto con molte cose e cause diverse: con le cause sociali e politiche di tutti i tipi, con i bambini, col cercare la bellezza, la conoscenza o le relazioni con gli altri, e con l’auto-sviluppo. Noi ci preoccupiamo della mancanza di significato quando ci chiediamo: "È di tutto questo che si tratta?", "È semplicemente questo?". Troviamo più significato mentre ci accorgiamo delle connessioni delle nostre preoccupazioni a valori più ampi e mentre veniamo più intensamente coinvolti in queste preoccupazioni trascendenti.

Non importa quanto sia ampio il campo di valore che colleghiamo alla nostra vita, possiamo intellettualmente fare un passo al di fuori di tale campo e chiederci: "Che cosa fa accadere questo? Che cosa significa questo?". Anche se i valori che colleghiamo a noi stessi sono estremamente ampi e importanti, sembra che possiamo sempre stare al di fuori di tale sistema di significato ed essere preoccupati per la sua adeguatezza o la sua ultima significatività. Il campo delle relazioni di significato più ampio, difficile e teso sarà da interrogare. Se, non importa quanto sia vasta la sfera con la quale colleghiamo noi stessi e i nostri scopi, c'è sempre un contesto più ampio da cui trattare il significato, forse quello di cui abbiamo bisogno è un campo di significato che è illimitato e al di fuori del quale non possiamo stare. Come osserva Robert Nozick: "La vita intellettuale sembra offrire una via attraverso tutti i limiti: non vi è nulla che non può essere pensato, teorizzato, meditato". Tuttavia, anche se il pensiero può collegare tutto, è solo un particolare tipo di collegamento. Una vita significativa comporterà più di una semplice considerazione di valori astratti.

Il significato comporta il trascendere limiti, ma trascendere limiti per metterci in contatto con qualcosa di banale non servirà a fornirci un senso. Nonostante la trascendenza dei limiti per conferire significato, ciò con cui ci mettiamo in contatto deve essere prezioso. Il significato di una vita sarà la struttura di valore con la quale ci si connette. Se il valore è l’unità organica o un certo ordinamento interno, la trascendenza dei limiti implicata nella significatività richiede l’interruzione di vecchi ordini, la demolizione di unità stagnanti. In tale visione (che Nozick identifica come classicista) trascendere i limiti è raggiungere sempre più elevati livelli di valore. L'obiettivo è l’unificazione, nuovi livelli di valore e di ordinamento. Una visione alternativa (il romanticismo) individua l'obiettivo del processo nella distruzione delle unità.

Non abbiamo bisogno di scegliere tra queste visioni. Né la costruzione di nuovi ordinamenti e unità né loro trascendenza è solo ciò che conta. L'importanza risiede nel processo di ordinamento-e-trascendenza. Il valore del processo è nell’alternare unificazione e trascendenza. Questa alternanza da sola non sarà però sufficiente, se l'alternanza fosse simile all’eterno ritorno di Nietzsche o all’attività infinita e ripetitiva di Sisifo sarebbe del tutto insignificante. Il processo di alternanza tra creazione e rottura delle strutture organiche può essere visto come significativo se ha una direzione.

Questo è il nucleo dell’approccio estropico alla significatività: la vita e l'intelligenza non devono mai ristagnare, bisogna ri-ordinare, trasformare e trascendere i propri limiti in un processo progressivo illimitato. Il nostro obiettivo è la continuazione esuberante e dinamica di questo processo illimitato, non il raggiungimento di qualche condizione finale apparentemente illimitata. L'obiettivo della religione è la comunione con, o il più limitato servizio, a un essere superiore a noi. L’obiettivo estropico è l'espansione e il progresso senza fine. L'umanità non deve ristagnare tornando indietro ad una vita primitiva, o fermare il nostro crescente movimento in avanti, verso l'alto, verso l'esterno, sarebbe un tradimento della dinamica insita nella vita e nella coscienza. Dobbiamo progredire nella transumanità e oltre in una fase postumana che possiamo appena intravedere.

Dio è un concetto primitivo inventato da persone primitive, persone che sono appena uscite dall’ignoranza e dall’incoscienza. Dio è stato un concetto oppressivo, un essere più potente di noi, ma fatto a nostra crudele immagine e somiglianza. Il nostro processo di espansione in infinite forme più elevate dovrebbe sostituire questa idea religiosa. Come estropici perseguendo e promuovendo l'espansione trascendente noi siamo l’avanguardia dell'evoluzione. L'umanità è una fase temporanea lungo il percorso evolutivo. Noi non siamo l'apice dello sviluppo della natura. È giunto il momento di prendere in carico consapevolmente noi stessi e accelerare i nostri progressi.

Non più dèi, non più fede, non più timidi freni. Facciamo esplodere le nostre vecchie forme, la nostra ignoranza, la nostra debolezza e la nostra mortalità. Il futuro è nostro. 

Copyright Max More 1990, 1996

Versione originale: Transhumanism. Towards a Futurist Philosophy

Traduzione originalmente pubblicata su Beyond Human, a cura di David De Biasi

Immagine: Max More. Photo credit: Future Current

 

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