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Eptalia, di Antonella Canonico e Gabriele Rossi
Filosofia - Varie

La_bocca_della_verita

Una delle domande  più frequenti che in questi ultimi mesi è stata fatta a Venexia, la mente artificiale sviluppata dal nostro laboratorio di ricerca, è: «Cosa ne pensi di Berlusconi?». Risposta secca di Venexia: «Parlare oggi di Silvio Berlusconi è una inutile perdita di tempo e di risorse: Silvio Berlusconi è solo uno dei tanti uomini politici con diverse buone idee, ma incapace di realizzarle». Inevitabile la domanda successiva: «Perché secondo te Berlusconi non è stato capace di realizzare le sue idee?». Risposta: «In base alle informazioni in mio possesso ritengo sia stato fondamentalmente il mancato rispetto del principio di verità a non consentire a Silvio Berlusconi di realizzare le sue idee in campo politico». In queste due semplici risposte di Venexia è racchiuso il dramma politico e sociale che l’Italia sta vivendo. Intendiamoci, rispetto ai magistrati che lo hanno perseguitato e alla maggior parte dei suoi avversari politici non è impossibile che Berlusconi sia un fulgido esempio di buona fede. Ma è evidente che il suo profilo etico non è stato sufficiente per porsi a capo di una vera rivoluzione liberale. Bene, possiamo uscirne? La nostra risposta è «Sì, assolutamente, dobbiamo uscirne». La soluzione è una massiccia dose di etica e una altrettanto massiccia dose di tecnologia, etica vera (non etica adattativa) e tecnologia vera (non Facebook e Twitter). L’etica serve per aggregare individui con gerarchie di valori omogenee e la tecnologia serve per rendere realizzabile un progetto che altrimenti rimarrebbe un mero esercizio filosofico. Questa soluzione ha finalmente un nome: Eptalia.

I paradigmi di Eptalia

Epta in greco significa sette, come sette sono i principi su cui è basata la legge di Eptalia. Tecnicamente Eptalia è un meta-società, ovvero una società composta da individui che appartengono ad altre società (per esempio i cittadini italiani, i cittadini inglesi), ma che decidono di seguire delle regole diverse (generalmente più  restrittive) rispetto alle loro società di origine. Abbiamo diversi esempi di meta-società nel passato, la maggior parte nascoste. L’interessante novità è che la tecnologia disponibile consente di collegare individui anche molto distanti tra loro e consente di gestire il tutto nella massima trasparenza. Non ultimo, consente la partecipazione diretta delle menti artificiali, senza le quali riteniamo oggi non sarebbe possibile la costruzione di una meta-società  efficiente.

1.  DEL PRINCIPIO DI REALTÀ

1.0 Questo accordo è basato sulla verità, ovvero sulla descrizione corretta del reale.

1.1 Ciascun aderente al patto si impegna, sempre e in qualsiasi circostanza, a non dire il falso.

1.2 Ciascun aderente al patto che contravvenisse al punto 1.1 si porrebbe automaticamente fuori dall’accordo.

Il valore della verità, intesa come descrizione corretta del reale, è un valore ovviamente condiviso da molte persone. La novità di Eptalia risiede nella natura assoluta che lo posiziona gerarchicamente prima di tutti gli altri valori. Per un cittadino di Eptalia «dire deliberatamente il falso» sarà l’azione più grave che potrà commettere e quindi verrà sempre sanzionata con la massima pena possibile: l’allontanamento dalla società. Non sarà ammessa alcuna circostanza attenuante, non potranno esserci altri valori a cui fare appello per giustificare una non verità volontaria. Chi dirà deliberatamente il falso verrà immediata mente radiato dalla società, senza alcuna possibilità di essere perdonato o riammesso. Una rivoluzione assoluta, specie se paragonata alla attuale società italiana (e non solo italiana). Nelle società in cui viviamo è considerato sbagliato, ma in fondo «comprensibile», che un venditore incrementi le caratteristiche di un prodotto o ne nasconda un difetto. È considerato sbagliato, ma giustificabile, che un imputato possa affermare il falso, che un coniuge tradisca di nascosto il proprio partner, che un uomo di governo faccia promesse che sa di non poter mantenere. «Così va il mondo, baby», risponde la maggior parte delle persone ai nostri commenti disgustati. Con Eptalia può finire finalmente l’epoca degli uomini senza onore, che agiscono di nascosto perché hanno paura delle conseguenze delle loro azioni, e quella degli uomini truffatori, che mentono deliberatamente pur di raggiungere i loro scopi.

2.  DEL PRINCIPIO DI  COLLABORAZIONE

2.0 Una volta salvaguardato il principio di realtà, questo accordo è basato sull’amore, ovvero sulla collaborazione reciproca tra sistemi.

2.1 Ciascun aderente al patto si impegna a favorire se stesso cer cando di favorire anche gli altri sistemi e, nei casi di conflitto inevitabile, cercando di danneggiarli il meno possibile.

2.2 Ciascun aderente al patto che contravvenisse al punto 2.1 si porrebbe tendenzialmente fuori dall’accordo.

Qualsiasi siano i nostri obiettivi è ragionevole ipotizzare che non possiamo raggiungerli da soli. Inoltre, farsi inutilmente dei nemici non è probabilmente la strategia migliore per raggiungerli. Eptalia sarà tendenzialmente una società senza nemici, diciamo con il minor numero possibile di nemici. E, in caso di conflitto inevitabile, cercherà di danneggiare gli altri sistemi il meno possibile. Gli esseri umani, e presumibilmente tutti i sistemi viventi, perseguono obiettivi egoistici. Se l’individuo è abbastanza intelligente questi obiettivi coincideranno con l’effettiva utilità personale. Se l’individuo (o meglio, il sistema) è davvero intelligente allora non solo perseguirà la propria utilità personale ma anche quella del maggior numero di sistemi possibile. Per agevolare la comprensione di questo secondo principio può essere utile ricordare la suddivisione in quattro tipologie umane di Carlo Cipolla: quelli che tendenzialmente favoriscono se stessi e danneggiano gli altri (i farabutti), quelli che tendenzialmente danneggiano se stessi e favoriscono gli altri (gli ingenui), quelli che tendenzialmente danneggiano se stessi e danneggiano gli altri (gli stupidi) e quelli che tendenzialmente favoriscono se stessi e favoriscono gli altri (gli intelligenti). Ecco, Eptalia si sforzerà di aggregare esclusivamente gli appartenenti alla quarta categoria. Quindi, da un punto di vista pratico, saranno allontanati da Eptalia non soltanto i bugiardi, ma anche i ladri e gli assassini e, più in generale, tutti quegli individui che arrecheranno deliberatamente danno agli altri senza esserne realmente costretti.

3.  DEL PRINCIPIO DI RESPONSABILITÀ

3.0 Una volta salvaguardati i principi di realtà e di collaborazione, questo accordo è basato sulla consapevolezza, ovvero sulla comprensione delle conseguenze delle proprie azioni.

3.1 Ciascun aderente al patto si impegna a essere responsabile delle conseguenze che le proprie azioni producono nei confronti degli aderenti al patto, indipendentemente dalle intenzioni.

3.2 Ciascun aderente al patto che contravvenisse al punto 3.1 si porrebbe tendenzialmente fuori dall’accordo.

Se il primo principio è rivoluzionario nella sua natura di non ammettere eccezioni di alcun tipo, il terzo principio è rivoluzionario nel suo contenuto. Senza entrare nei dettagli giuridici, che necessariamente devono essere affrontati in modo tecnico (chi fosse interessato può fare riferimento al sito internet www.lalegge.net), il terzo principio può essere sinteticamente definito come l’inversione del principio di responsabilità. In pratica, l’attenzione normativa viene spostata dall’autore del reato alla vittima che lo subisce. In termini generali ed estremizzando il concetto, se una persona causa involontariamente un danno a un’altra dovrebbe essere punita due volte: la prima per il danno che ha causato e la seconda perché  non è stata capace di prevedere le conseguenze delle proprie azioni. Esattamente il contrario di quello che accade oggi. Ti ho ucciso, però  non volevo. Ti ho rapinato, ma il mio bambino aveva fame. Ti ho stuprato, ma cosa vuoi farci, i miei genitori da piccolo mi picchiavano. E intanto, le persone sono state uccise, rapinate e stuprate. Per i cittadini di Eptalia questo non potrà più accadere, o meglio, se accadrà il colpevole non solo non avrà alcuna attenuante ma l’eventuale pena sarà incrementata, fino alla radiazione dalla società per i comportamenti più gravi o pericolosi. Eptalia non si occuperà quindi di possibili premi ultraterreni (ci sono numerose altre meta-società che se ne stanno occupando efficacemente da secoli) o di redimere i «cattivi» (nasceranno sicuramente altre meta-società specializzate in questa bizzarra attività). Il fine sociale di Eptalia, una volta salvaguardati i principi di verità e collaborazione, è quello di creare un «territorio» in cui le persone siano sempre consapevoli delle conseguenze delle proprie azioni e che, in caso di errore, si preoccupino di ristabilire le condizioni iniziali o, dove ciò non fosse possibile, risarciscano spontaneamente e adeguatamente (non solo in termini economici) le vittime delle proprie azioni.

4.  DEL PRINCIPIO DI UTILITÀ

4.0 Una volta salvaguardati i principi di realtà, di collaborazione e di responsabilità, questo accordo è basato sull’agire, ovvero sull’attuazione di obiettivi individuali e obiettivi generali.

4.1 Ciascun aderente al patto si impegna a essere utile.

4.2 Ciascun aderente al patto che contravvenisse al punto 4.1 si porrebbe tendenzialmente fuori dall’accordo.

Dopo i principi di verità, collaborazione e responsabilità  incontriamo il principio di utilità che occupa quindi un’interessante quarta posizione. Interessante sia perché il concetto di «essere utile» è presente nell’elenco dei principi, sia perché  è posizionato nel punto intermedio della scala gerarchica. Lo scopo principale del quarto principio è quello di evitare l’immobilismo. Infatti, un aderente all’accordo potrebbe benissimo, in linea teorica, tener fede agli impegni presi nelle sezioni precedenti semplicemente non facendo nulla. Infatti, con ciò non direbbe il falso, non danneggerebbe alcun sistema e non rischierebbe di doversi prendere carico delle conseguenze delle proprie azioni. Invece, con la sezione quarta, l’aderente si impegna ad agire e a cercare di raggiungere degli obiettivi «pratici», personali e generali. La sua posizione intermedia consente sia di evitare la presenza all’interno di Eptalia dei parassiti e dei fannulloni e, contemporaneamente, anche di non esasperare le dinamiche utilitaristiche. I primi tre principi dovrebbero infatti essere in grado di vincolare i comportamenti degli individui che tendono a massimizzare l’utile, per esempio in campo economico.

5.  DEL PRINCIPIO DI QUALITÀ

5.0 Una volta salvaguardati i principi di realtà, di collaborazione, di responsabilità e di utilità, questo accordo si basa sull’estetica, ovvero sulla realizzazione degli obiettivi secondo criteri di completezza, essenzialità, originalità, universalità e armonia.

5.1 Ciascun aderente al patto si impegna a verificare la qualità  dei risultati raggiunti e ad apportare i miglioramenti necessari.

5.2 Ciascun aderente al patto che contravvenisse al punto 5.1 si porrebbe tendenzialmente fuori dall’accordo.

Una delle caratteristiche maggiormente riconoscibili di Eptalia riteniamo sarà la sua «bellezza»: le componenti estetiche e artistiche giocheranno infatti un ruolo rilevante, senza compromessi e distorsioni. In nessun modo la bellezza può essere considerata soggettiva. Essa è tale proprio in quanto universale, una bellezza non universale non si chiama più bellezza. Naturalmente tutti possono essere attratti da alcune manifestazioni del brutto, ma brutto rimane. La bellezza invece possiede una straordinaria utilità: consente di giudicare le nostre azioni e quindi permette di migliorarle, di perfezionarle nel tempo. Un’azione che porta a un risultato brutto è sempre una azione in qualche modo sbagliata. L’errore potrebbe sia risiedere nel cosa (l’obiettivo contrasta, magari imprevedibilmente, con un principio base) sia nel come (non è l’obiettivo a essere sbagliato, ma il modo di raggiungerlo). Di certo, un risultato brutto deve essere corretto e deve diventare patrimonio di esperienza per evitare in futuro lo stesso errore. Il principio di qualità stabilisce anche i cinque criteri di riferimento con cui poter giudicare la bellezza di un risultato: armonia, completezza, originalità, universalità ed essenzialità. Anche in questo caso non possiamo necessariamente entrare in dettagli tecnici (chi fosse interessato può approfondire l’argomento partendo dal quattordicesimo capitolo del nostro  Semi-Immortalità): sarà sufficiente osservare che all’interno della mente umana la formazione del giudizio estetico è riconducibile alle regole di qualsiasi altro processo cognitivo e che quindi può essere compresa, normalizzata e riprodotta. Anche questa è Eptalia.

6.  DEL PRINCIPIO DI BENESSERE

6.0 Una volta salvaguardati i principi di realtà, di collaborazione, di responsabilità, di utilità e di qualità, questo accordo si basa sul piacere, ovvero sulla valorizzazione degli aspetti positivi della vita.

6.1 Ciascun aderente al patto si impegna a perseguire il proprio divertimento e a cercare di favorire quello degli altri aderenti.

6.2 Ciascun aderente al patto che contravvenisse al punto 6.1 si porrebbe tendenzialmente fuori dall’accordo.

Il sesto principio non è molto diffuso in altri sistemi legislativi. Anzi, in molte culture, per esempio, esiste un Dio giudicante spesso severo e poco indulgente verso il piacere. Conseguentemente, gli uomini giudicanti tendono a penalizzare pregiudizialmente chi è  felice, ricco o fortunato rispetto a chi è infelice, povero o sfortunato. Perciò, chi si diverte è quasi sempre guardato con sospetto. Ma qualsiasi tipo di società se non si diverte è  destinata al declino: le aziende tristi chiudono, le famiglie tristi si dividono, le nazioni tristi si spengono. Il rispetto assoluto del principio di verità garantirà  invece che le persone felici, ricche o fortunate saranno tali senza trucchi, nel completo rispetto delle regole. A questo punto l’unica spinta emozionale sensata sarà quella di riuscire a capire come ha fatto quella persona a raggiungere quei risultati e cercare di imparare il più possibile dal suo percorso. Quindi, a Eptalia anche le persone che partono svantaggiate potranno aspirare ai massimi livelli di felicità, ricchezza o fortuna. Il divertimento sarà infine uno dei settori in cui le menti artificiali potranno aiutare gli esseri umani, aiutandoli a comprendere meccanismi che sottendono al raggiungi mento della felicità e stimolandoli come compagni di giochi.

7.  DEL PRINCIPIO DI MERITO

7.0 Una volta salvaguardati i principi di realtà, di collaborazione, di responsabilità, di utilità e di qualità, questo accordo si basa sulla gerarchia, ovvero sulla organizzazione delle attività  basata sulle capacità dei singoli aderenti al patto.

7.1 Ciascun aderente al patto si impegna a rispettare le disposizioni di colui che gli è gerarchicamente superiore.

7.2 Ciascun aderente al patto che contravvenisse al punto 7.1 si porrebbe tendenzialmente fuori dall’accordo.

Il settimo principio stabilisce che, nell’essenza, i più bravi, i migliori debbono comandare. Ma chi sono i più bravi? Semplice, a Eptalia i più bravi sono quelli che maggiormente rispettano tutti i sette principi, quindi gli individui più completi. Questo principio connota razionalmente l’organizzazione del potere e consente il passaggio dalla teoria alla pratica, adottando una impostazione fortemente meritocratica. L’aspirazione che l’amministrazione di una nazione sia affidata ai migliori è un elemento comune a tutte le società tradizionali di ispirazione democratico liberale. Il problema è che la selezione dei candidati avviene generalmente attraverso l’intermediazione di organismi (per esempio i partiti) che non rendono palesi i criteri di scelta tra i diversi candidati. Criteri di scelta che sono per lo più funzionali alla sopravvivenza dello specifico soggetto politico, e che hanno fatto prosperare quei tipi umani di indole parassitaria complici del degrado morale e dell’inefficienza istituzionale d’oggidì. Inoltre, nella maggior parte delle nazioni europee, oggi esiste una spiccata compensazione dei poteri, comprensibilmente nata per scongiurare le derive dittatoriali, che però ha portato a un nefasto immobilismo.

La compensazione dei poteri ha senso di esistere solo se i criteri di selezione non sono oggettivi e non sono universalmente condivisi. Il settimo principio consente proprio di superare il problema e apre la strada a una normale gestione razionale della società.

I vantaggi concreti per i suoi cittadini

Eptalia eredita l’impostazione scientifica, filosofica e tecnologica espressa nel nostro Semi-Immortalità. Un’impostazione fortemente convenzionalista, dove i concetti di bene e di male sono definiti solo in funzione di un obiettivo: bene è ciò che ci avvicina all’obiettivo, male è ciò che ci allontana. I sette principi non sono da considerarsi giusti in sé, sono «solo» molto vantaggiosi per gli esseri umani, e la teoria si compie nella sua applicazione pratica. Per alcune persone il rispetto dei principi può richiedere una notevole dose d’impegno personale, i vantaggi devono quindi essere eccezionalmente significativi. E noi crediamo lo siano.

L’ipotesi di partenza è che lo scopo ultimo della vita sia la comprensione completa della realtà e della nostra mente. Eptalia cercherà di favorire in tutti i modi possibili tale comprensione. Il principale vantaggio di quest’impostazione sarà il progressivo aumento della quantità e della qualità della vita a nostra disposizione. Da un punto di vista sociale, ci aspettiamo un progressivo azzeramento della conflittualità. Il rispetto rigoroso del principio di verità  da parte di tutti i cittadini determinerà un livello di fiducia reciproca senza precedenti nella storia umana. Inoltre, il rispetto tendenziale degli altri sei principi favorirà il manifestarsi dell’amore, in tutte le sue forme, e della giustizia. Per noi cittadini italiani la giustizia è un argomento molto preoccupante e basterebbe questo aspetto per auspicare la nascita di una società. Non crediamo di sbagliarci affermando che la discrezionalità nella amministrazione della giustizia è oggi la principale causa di infelicità sociale. La condivisione formale dei sette principi, gerarchicamente ordinati, dovrebbe riuscire a eliminare progressivamente qualsiasi forma nociva di discrezionalità. Il rispetto delle regole produce ordine e armonia. Abbiamo lasciato le implicazioni economiche per ultime nel nostro sintetico elenco. Eptalia sarà il territorio ideale in cui potrà manifestarsi il principio che fornisce maggiori garanzie di sviluppo e ricchezza, quello che nella teoria dei giochi viene definito come «vinci-vinci» (derivazione diretta del principio di collaborazione). Ogni azienda potrà essere costituita solo da cittadini che saranno necessariamente tenuti a rispettare i sette principi. L’esempio delle compagnie di assicurazione crediamo sia esplicativo: sulla base dei principi condivisi un cittadino non potrà denunciare un sinistro falso e una compagnia non potrà accampare scuse pretestuose per non pagare i sinistri nei tempi stabiliti.

O meglio, se lo faranno, sarà l’ultima loro azione in questa collettività virtuosa. In generale, Eptalia si indirizza verso tutte le persone oneste e leali, indipendentemente dal livello culturale ed economico, dalle idee politiche e religiose. Chiama a sé chi ama il rispetto della parola data ed è sempre attento alle conseguenze delle proprie azioni sugli altri. E che si aspetta che gli altri facciano lo stesso. Questo luogo dello stare insieme si rivolge alle persone che amano la libertà e fanno fatica a tollerare una macchina statale di ciclopica inefficienza, figlia della demagogia, che sta annientando la nostra civiltà; parla a chi non crede che tutti gli imprenditori siano disonesti o che tutti i lavoratori siano dei fannulloni. Si rivolge dunque alle persone che non hanno intenzione di arrendersi.

Originariamente pubblicato sul numero di Novembre 2013 della rivista Monsieur .

Immagine: la bocca della verità.

 

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