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Una storia del pensiero transumanista, di Nick Bostrom
Filosofia - Estropia / Transumanesimo

1. Antecedenti culturali e filosofici del Transumanesimo

Il desiderio umano di acquisire nuove capacità è antico come la nostra stessa specie. Abbiamo sempre cercato di espandere i confini della nostra esistenza, sia socialmente, sia geograficamente, sia mentalmente. Vi è una tendenza in almeno alcuni individui a cercare sempre un modo di aggirare ogni ostacolo e limitazione alla vita umana e alla felicità. La sepoltura cerimoniale e i frammenti conservati di scritti religiosi mostrano che l'uomo e la donna preistorici erano profondamente turbati dalla morte di persone care. Anche se la credenza in un'oltretomba era diffusa, questo non precluse gli sforzi per estendere la vita presente. Nella sumerica Epica di Gilgamesh (ca. 1700 a.C.), un re intraprende una ricerca per l'immortalità. Gilgamesh viene a sapere che esiste un mezzo naturale - un'erba che cresce nel fondo del mare. Egli recupera con successo questa pianta, ma un serpente gliela ruba prima che egli la mangi. In tempi successivi, alcuni esploratori andarono alla ricerca della Fontana della Giovinezza, gli alchimisti lavorarono per produrre l'Elisir di Lunga Vita, e varie scuole di Taoismo esoterico in Cina si sforzarono per l'immortalità fisica in modo da controllare o armonizzarsi con le forze della natura. Il confine tra mythos e scienza, tra magia e tecnologia, era incerto, e quasi tutti i mezzi concepibili per preservare la vita sono stati tentati da parte di qualcuno o di altri. Eppure, mentre gli esploratori facevano molte scoperte interessanti e gli alchimisti inventavano alcune cose utili, come nuovi coloranti e miglioramenti nella metallurgia, l'obiettivo dell'estensione della vita si dimostrò inafferrabile.

La ricerca per trascendere i nostri confini naturali, tuttavia, è stata a lungo considerata con ambivalenza. Da un lato c'era il fascino. Dall'altro lato vi è il concetto di hybris: cioè che alcune ambizioni sono off-limits e si ritorceranno contro l'uomo stesso se perseguite. Gli antichi Greci esponevano questa ambivalenza nella loro mitologia. Prometeo rubò il fuoco da Zeus e lo diede agli uomini, per migliorare permanentemente la condizione umana. Ma per questo atto fu severamente punito da Zeus. Nel mito di Daedalus, gli dei sono ripetutamente sfidati, e con molto successo, dal geniale ingegnere e artista che utilizza mezzi non-magici per estendere le capacità umane. Alla fine, tuttavia, ne deriva il disastro quando suo figlio Icaro ignora le avvertenze paterne e vola troppo vicino al sole, causando lo scioglimento della cera nelle sue ali.

Il cristianesimo medievale aveva allo stesso modo contrastanti opinioni circa le ricerche degli alchimisti, che provavano a trasmutare sostanze, creare "homunculi" in provette, e inventare la panacea. Alcuni scolastici, seguendo gli insegnamenti anti-sperimentalisti di Tommaso d'Aquino, ritenevano che l'alchimia era un'attività empia. C'erano accuse che vedevano gli alchimisti coinvolti in invocazioni di poteri demoniaci. Ma altri teologi, come Alberto Magno e lo stesso Tommaso D'Aquino, difesero queste pratiche. L'antiquata e spirituale filosofia scolastica che dominava l'Europa durante il Medio Evo diede via ad un rinnovato vigore intellettuale nel Rinascimento. L'essere umano e il mondo naturale divennero di nuovo legittimi oggetti di studio.

L'umanesimo rinascimentale incoraggiò  la gente a fare affidamento sulle proprie osservazioni e sul proprio giudizio critico piuttosto che delegare in ogni questione le autorità religiose. L’umanesimo rinascimentale creò anche l’ideale dell’essere umano versato culturalmente e spiritualmente nelle arti e nelle scienze. Una pietra miliare fu L'orazione sulla dignità dell'uomo (1486), di Pico della Mirandola, in cui egli sosteneva come un individuo non abbia una forma predefinita, ma come sia invece compito dell’individuo stesso darsi una forma ideale:

"Non ti ho fatto né di solo cielo, né di sola terra, né mortale né immortale: bensì, libero e creatore di te stesso, ti costituirai secondo la tua forma preferita. Avrai il potere, fondato sul giudizio dell'anima tua, di rinascere in forme più alte, in forme divine".

Spesso si è detto che l'Età dei Lumi iniziò con la pubblicazione del Novum Organum di Francesco Bacone, il "nuovo strumento" (1620), che propose una metodologia scientifica basata sull'indagine empirica, piuttosto che sul ragionamento a priori. Bacone difese il progetto di "rendere tutte le cose possibili", con la quale intese utilizzare la scienza per raggiungere la padronanza sulla natura al fine di migliorare la condizione di vita degli esseri umani. Il patrimonio culturale del Rinascimento si combina con l'influenza di Isaac Newton, Thomas Hobbes, John Locke, Immanuel Kant, il marchese di Condorcet, e altri per formare la base razionale dell'umanesimo, che sottolinea la scienza empirica e la ragione critica - piuttosto che la rivelazione e l'autorità religiosa - come modalità di apprendimento sul nostro posto all'interno del mondo naturale fornendo un fondamento per la moralità. Il Transumanesimo ha radici nella umanesimo razionale. 

Nel 18° e nel 19° secolo si cominciò a intravedere l'idea che anche l'uomo stesso possa essere trasformato attraverso l'applicazione della scienza. Condorcet speculò sull'estensione della vita umana attraverso la scienza medica:

"Sarebbe assurdo ora supporre che il miglioramento della razza umana potrebbe essere considerato come capace di un progresso illimitato? Verrà il tempo in cui la morte potrebbe essere il risultato solo di incidenti straordinari o perloppiù di un graduale logoramento della vitalità, e che, infine, la durata media dell'intervallo tra la nascita e il logoramento non avrà di per sé un qualsiasi limite specifico? L’uomo non diverrà certo immortale, ma la distanza tra il momento in cui comincia a vivere e l’epoca nella quale naturalmente, senza malattie e senza accidenti, prova la difficoltà di esistere, non può forse aumentare di continuo?"  

Benjamin Franklin desiderò fortemente e con rammarico l'animazione sospesa, prefigurando il movimento per la crionica:

"Vorrei che fosse possibile […] inventare un metodo per imbalsamare le persone che sono annegate, di modo che possano essere richiamate alla vita in un qualsiasi momento comunque distante nel tempo; Avendo un desiderio davvero ardente di poter vedere gli stati d'America fra un centinaio d'anni da oggi, io preferirei una morte ordinaria causata dall'immersione, fino ad allora e in compagnia di qualche amico, in un barile di Madera, per poi essere richiamato alla vita dal tepore del sole del mio caro paese! Ma […] in tutta probabilità, noi viviamo in un secolo ancora troppo poco avanzato, e troppo vicino all'infanzia della scienza perché si possa vedere nel nostro tempo una tale arte maturare fino alla perfezione."

Dopo la pubblicazione dell'Origine della Specie di Darwin (1859), è diventato sempre più plausibile vedere la versione corrente dell'umanità non come il punto finale dell'evoluzione, ma piuttosto come una possibile fase abbastanza precoce. L'alba del fisicalismo scientista potrebbe anche avere contribuito a porre le basi per l'idea che la tecnologia potrebbe essere utilizzata al fine di migliorare l'organismo umano. Ad esempio, un semplice tipo di visione materialista è stato coraggiosamente proposto nel 1750 dal medico francese e filosofo materialista, Julien Offray de La Mettrie ne L'Uomo Macchina, in cui ha sostenuto che:

"l'uomo non è che un animale, ossia un insieme di molle che si caricano tutte le une con le altre."

Se gli esseri umani sono costituiti da materia che obbedisce alle stesse leggi della fisica che operano al di fuori di noi, allora, in linea di principio dovrebbe essere possibile imparare a manipolare la natura umana nello stesso modo in cui noi manipoliamo oggetti esterni. E' stato detto che l'Illuminismo spirò come vittima dei suoi stessi eccessi. Ciò diede via al Romanticismo, e nei giorni successivi alle reazioni contro le regole della ragione strumentale e il tentativo di controllo razionale della natura, come si riscontra in alcuni scritti postmoderni, nel movimento New Age, nell'ambientalismo, e in alcune parti del movimento antiglobalista. Tuttavia, l'eredità dell'Illuminismo, con la sua credenza nel potere della razionalità umana e della scienza, è ancora un modello importante della cultura moderna. Nel suo famoso saggio del 1784, Che cos'è l'Illuminismo?, Kant lo sintetizzò come segue:

"L'illuminismo é l'uscita dell' uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità é l'incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stessi é questa minorità se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza!"

Si potrebbe pensare che il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche (1844-1900) sia stato un grande ispiratore del transumanesimo. Nietzsche è famoso per la sua dottrina del Übermensch (il "superumo"):

“Io vi insegnerò cos’è il Superuomo. L’uomo è qualcosa che deve essere superato. E voi che cosa avete fatto per superarlo? Tutti gli esseri fino ad oggi hanno creato qualcosa che andava al di là di loro stessi: e voi invece volete essere la bassa marea di questa grande ondata e tornare ad esser bestie piuttosto che superare l’uomo?"

Quello che Nietzsche aveva in mente, tuttavia, non era una trasformazione tecnologica, ma piuttosto una sorta di elevamento, una crescita personale e un raffinamento culturale in individui eccezionali (che egli pensava, avrebbero superato la svigorita "morale degli schiavi" del cristianesimo). Nonostante qualche somiglianza di superficie con la visione nietzscheana, il transumanesimo ha le sue radici nell'Illuminismo, la sua enfasi sulla libertà individuale, e la sua preoccupazione umanistica per il benessere di tutti gli esseri umani (e di altri esseri senzienti) - avendo probabilmente più in comune con il contemporaneo di Nietzsche, J.S. Mill, il pensatore liberale e utilitarista inglese.

2. Speculazioni, fantascienza, e totalitarismo del XXmo secolo

Nel 1923, il noto biochimico britannico J.B.S. Haldane pubblicò il saggio Daedalus: la scienza e il futuro, in cui sostenne che grandi benefici verrebbero dal controllo della nostra genetica e dalla scienza in generale. Egli predisse una società futura più ricca, con abbondante energia pulita, in cui la genetica venga impiegata per rendere le persone più alte, più sane e più intelligenti, e in cui l'uso di "ectogenesi" (gestazione di feti in uteri artificiali) sarebbe abituale. Egli ha anche commentato ciò che negli anni più recenti è diventato noto come il "fattore di disgusto":

"L’inventore chimico o fisico è sempre un Prometeo. Non esiste grande invenzione, dal fuoco al volo, che non sia stato salutata come un insulto a qualche divinità. Ma se l’invenzione fisica e chimica è una bestemmia, l’invenzione biologica è una perversione. E' difficile trovare una persona che, venendone a conoscenza come osservatore di una qualsiasi nazione che non ha mai sentito parlare della loro esistenza, non le considererebbe come indecenti e innaturali."

Il saggio di Haldane è diventato un bestseller e provocò una reazione a catena di pubblicazioni a carattere futurologico, fra le quali Il mondo, la carne ed il diavolo di J.D. Bernal nel 1929, che speculò sulla colonizzazione dello spazio e su impianti bionici nonché su miglioramenti mentali ottenibili con psicologia e sociologia; le opere di Olaf Stapledon, un filosofo e autore di fantascienza, e il saggio Icarus: il futuro della  Scienza (1924) di Bertrand Russell mostrarono una visione pessimista, sostenendo che senza benevolenza la tecnologia può solo aumentare la capacità dell’uomo di infliggere dolore ai propri simili. Autori di fantascienza come H. G. Wells e Stapledon riuscirono a far riflettere sul futuro andamento della razza umana.  Brave New World di Aldous Huxley, pubblicato nel 1932, ha avuto un impatto duraturo nel dibattito riguardo la trasformazione tecnologica dell'uomo uguagliato da pochi altri lavori di narrativa (una possibile eccezione potrebbe essere Frankenstein di Mary Shelley, 1818). Huxley descrive una distopia dove il condizionamento psicologico, la sessualità promiscua, le biotecnologie, gli oppiacei e la droga detta "soma" sono utilizzati per mantenere la popolazione placida e contenta in una casta sociale statica e conformista governata da dieci controllori del mondo. I bambini sono "fabbricati" in cliniche di fertilità e gestati artificialmente. Le caste inferiori sono chimicamente arrestate fin nella crescita o privi di ossigeno durante il loro processo di maturazione così da limitare il loro fisico e sviluppo intellettuale. Dalla nascita, i membri di  ogni casta sono indottrinati durante il loro sonno, da voci registrate che ripetono i slogan del funzionario "fordista" della religione, e sono condizionati a credere che la propria casta a cui appartengono è la migliore. La società rappresentata nel Brave New World è spesso, rispetto e in contrasto, con quello di un'altra influente distopia 20mo secolo di George Orwell, 1984 è caratterizzato da una più palese forma di oppressione, tra cui l'onnipresente sorveglianza da "Grande Fratello" e la brutale coercizione della psicopolizia.

I controllori del mondo di Huxley, al contrario, fanno affidamento su mezzi meno palesi (predestinazione bio-ingegneristica, soma, e condizionamento psicologico) per impedire alle persone di voler pensare a se stesse. La mentalità del gregge e la promiscuità sono promosse, mentre l'alta arte, l'individualità, la conoscenza della storia, l'amore romantico sono scoraggiati. Va rilevato che né in 1984 né in Brave New World viene utilizzata la tecnologia per aumentare la capacità umane. Piuttosto, la società è istituita per reprimere il pieno sviluppo dell'umanità.  Entrambe le distopie riducono l'esplorazione scientifica e tecnologica per paura di sconvolgere l'equilibrio sociale. Tuttavia, Brave New World, in particolare, è diventato un emblema  del potenziale disumanizzante nell'uso della tecnologia per promuovere conformismo sociale e appagamento superficiale. 

Nei primi decenni del ventesimo secolo, non solo razzisti e ideologi di destra ma anche una serie di progressisti sociali con tendenze a sinistra cominciarono a interessarsi all'impatto della medicina e a una sicurezza sociale per la qualità del patrimonio genetico umano. Essi credevano  che la società moderna aveva permesso a molte persone "non idonee" di sopravvivere, persone che in epoche precedenti avrebbero perso la vita, e furono preoccupati che ciò potesse portare ad un deterioramento della razza umana. Come risultato, molti paesi (tra cui Stati Uniti, Canada, Australia, Svezia, Danimarca, Finlandia e Svizzera) attuarono programmi di eugenetica, che coinvolsero diversi gradi di violazione dei diritti dei singoli. Negli Stati Uniti, oltre 64.000 persone sono state forzatamente sterilizzate sotto la legislazione eugenetica tra il 1907 e il 1963. Le principali vittime del programma americano sono stati disabili mentali, ma anche sordi, ciechi, epilettici, disabili, orfani e senzatetto sono stati a volte presi di mira. 

Questi programmi sono ora quasi universalmente condannati. Ma anche la diffusa sterilizzazione obbligatoria impalidisce in confronto al programma tedesco di eugenetica, che ha portato alla sistematica uccisione di milioni di persone che sono state considerate come "inferiori" dai nazisti.  L'olocausto ha lasciato una cicatrice nella psiche umana. Decisi a non lasciare che la storia si ripeta, la maggior parte delle persone ha sviluppato una istintiva repulsione per tutte le idee che potrebbero avere qualche tipo di associazione con l'ideologia nazista. (E ancora, va ricordato che la storia ad esempio, si ripete nel genocidio ruandese del 1994, in cui il mondo non è intervenuto, ma  è andato avanti a torcersi le mani mentre 800.000 africani furono macellati.) In particolare, il movimento dell'eugenetica nel suo insieme, in tutte le sue forme, diventò un discredito a causa dei terribili crimini che furono commessi in suo nome, anche se alcuni più miti programmi di eugenetica continuarono per molti anni prima che finalmente furono demoliti. L'obiettivo di creare un nuovo e migliore mondo attraverso una visione imposta centralmente fu sorpassata. La tirannia stalinista ha nuovamente sottolineato i pericoli di un'utopia totalitaria.

Nel dopoguerra, molti ottimisti nel futuro che erano diventati sospetti nei riguardi del cambiamento sociale orchestrato collettivamente trovarono una nuova casa per le loro speranze nel campo scientifico e  nel progresso tecnologico. Il viaggio spaziale, la medicina, i computer sembravano offrire un percorso verso un  mondo migliore. Lo spostamento di attenzione si riflesse anche nel ritmo mozzafiato di sviluppo che si svolse in questi settori. La scienza ha cominciato a raggiungere le sue speculazioni.  I temi transumanisti durante questo periodo sono stati discussi e analizzati soprattutto nella letteratura di fantascienza. Autori come Arthur C. Clarke, Isaac Asimov, Robert  Heinlein, e Stanislaw Lem esplorarono come lo sviluppo tecnologico potrebbe modificare profondamente la condizione umana.  La parola "transumanesimo" sembra essere stata utilizzata per la prima volta dal fratello di Aldous Huxley, Julian Huxley, un illustre biologo (che è stato anche il primo direttore generale dell'UNESCO e fondatore del World Wildlife Fund). In Religione senza Rivelazione (1927), egli ha scritto: 

"La specie umana può, se lo desidera, trascendere se stessa - e non solo sporadicamente, un individuo qui, in un modo, un individuo lì in un altro modo - ma nella sua interezza, in quanto umanità. Abbiamo bisogno di un nome per questa nuova fede. Forse servirà il termine transumanesimo: l'uomo che rimane uomo, ma che trascende se stesso, realizzando nuove possibilità della sua natura umana e per la sua natura umana".

3. Geni tecnologici: IA, Singolarità, Nanotecnologia e Uploading

Gli androidi hanno da sempre affascinato l'immaginazione umana. Ingegneri meccanici dai tempi degli antichi Greci hanno costruito ingegnosi dispositivi auto-moventi. Nel misticismo ebraico, un Golem si riferisce ad un essere animato realizzato con materiale inanimato. Nelle prime storie si racconta che un golem può essere creato da una persona santa che è stata in grado di condividere una parte della sapienza e potenza di Dio (anche se il Golem, non essendo in grado di parlare, è solo un ombra della creaziona di Dio). Avere un servo Golem è stato il simbolo massimo della saggezza e della santità. Nelle storie successive, che sono stati influenzate dalla preoccupazione più islamica di umanità che sta diventando troppo simile a Dio, il Golem è diventato una creazione di mistici troppo ambiziosi che inevitabilmente vengono puniti per la loro blasfemia. La storia dell'Apprendista Stregone è una variante di questo tema: l'apprendista anima un manico di scopa con l'intento di andare a prendere l'acqua, ma non è in grado di fermare la scopa - come Frankenstein - essa è una storia della tecnologia che va fuori controllo umano. La parola "robot" è stata coniata dallo scrittore ceco Karel Čapek, nel suo romanzo RUR (1921), in cui una classe operaia di robot distrugge le risorse umane dei suoi creatori. Con l'invenzione del calcolatore elettronico, l'idea dell'androide maturò dalla scuola di mitologia alla scuola di fantascienza (Asimov, Lem, Clarke) e, infine, al "collegio" di previsione tecnologica. 

I continui progressi nell'intelligenza artificiale potrebbero condurre alla creazione di macchine che pensano nello stesso generale modo di un essere umano? Alan Turing ha dato una definizione operativa a questa domanda nel suo classico Computing Machinery and Intelligence (1950) e predisse che i computer avrebbero potuto passare quello che è ormai conosciuto come il Test di Turing. Nel test di Turing, uno sperimentatore umano interroga un computer e un altro essere umano attraverso una interfaccia testuale, il computer passa il test se l'interrogante non riesce distinguere con sicurezza la macchina dall'uomo. Molto inchiostro è stato versato in dibattiti se questo test fornisce una condizione necessaria e sufficiente per un computer in grado di pensare, ma ciò che conta di più da un punto di vista pratico è se, e in caso affermativo, quando i computer saranno in grado di eguagliare le prestazioni umane in compiti che implicano capacità di ragionamento generale. Con il senno di poi, possiamo dire che molti dei primi ricercatori di intelligenza artificiale si sono rivelati troppo ottimistici circa i tempi di questo sviluppo ipotetico. Naturalmente, il fatto che non abbiamo ancora raggiunto il livello di intelligenza artificiale umana, non significa che non lo raggiungeremo mai, e un numero di persone, ad esempio, Marvin Minsky, Hans Moravec, Ray Kurzweil, e Nick Bostrom hanno addotto ragioni per prendere sul serio la possibilità che ciò possa avvenire entro la prima metà di questo secolo.

In un tributo del 1958, il matematico polacco Stanislaw Ulam, riferendosi ad un incontro con il suo collega John von Neumann, ha scritto:

"Una conversazione centrata sul progresso sempre più rapido delle tecnologie e dei cambiamenti nel modo di vita umano, dà l'impressione di avvicinarsi a qualche singolarità essenziale nella storia della razza umana, oltre la quale le faccende umane, così come le conosciamo, potrebbero non continuare".

La rapidità dei cambiamenti tecnologici in questi ultimi tempi porta naturalmente l'idea che la continua innovazione tecnologica avrà un profondo effetto sull'umanità nei prossimi decenni. Questa previsione è rafforzata se teniamo conto che alcune di queste variabili, che attualmente presentano una crescita esponenziale, continueranno e saranno tra i principali fattori di cambiamento. Gordon E. Moore, co-fondatore di Intel, notò nel 1965 che il numero di transistor su un chip cresce in modo esponenziale. Ciò ha portato alla formulazione della "Legge di Moore", in cui si afferma che la potenza di calcolo raddoppia ogni circa due anni. Più di recente, Kurzweil ha documentato simili tassi di crescita esponenziale in una serie di altre tecnologie. E 'interessante notare che l'economia mondiale, un indice generale di capacità produttiva dell'umanità, è raddoppiata ogni quindici anni circa nei tempi moderni.
L'ipotesi della Singolarità, di cui von Neumann allude apparentemente nel brano sopra citato, sostiene che questi cambiamenti porteranno a qualche forma di discontinuità. Ma al giorno d'oggi ci si riferisce spesso ad una previsione più specifica: e cioè, che la creazione dell'intelligenza artificiale auto-migliorativa a un certo punto condurrà a cambiamenti radicali in un brevissimo lasso di tempo. Questa ipotesi è stata per prima chiaramente affermata nel 1965 dallo statistico I.J. Good:

"Possiamo definire una macchina ultraintelligente come una macchina che può  superare di gran lunga tutte le attività  intellettuali di un qualsiasi uomo per quanto intelligente sia. Poiché la progettazione di macchine è una di queste attività intellettuali, una macchina ultraintelligente potrebbe progettare macchine ancora migliori, ci sarebbe allora senza dubbio un'esplosione di intelligenza', e l'intelligenza dell'uomo sarebbe lasciata alle spalle. Così la prima macchina ultraintelligente sarebbe l'ultima invenzione che l'uomo abbia bisogno di fare".

Vernor Vinge ha discusso questa idea un pò più nel dettaglio nel suo influente Technological Singularity del 1993, in cui aveva previsto:

"Entro trenta anni, avremo i mezzi tecnologici per creare un'intelligenza sovrumana. Poco dopo, l'era umana sarà finita".

Oggi i transumanisti hanno opinioni divergenti sulla Singolarità: alcuni la vedono come uno scenario probabile, altri ritengono che sia più probabile che non ci saranno mai improvvisi e drammatici cambiamenti come risultato dei progressi nel campo dell'intelligenza artificiale. L'idea di singolarità è presente anche in una versione un po 'diversa, quella escatologica, che trae la sua discendenza dagli scritti di Pierre Teilhard de Chardin, un paleontologo e teologo gesuita, che ha visto un telos evolutivo nello sviluppo di una noosfera inclusiva (una coscienza globale) per arrivare al fisico Frank Tipler, il quale sosteneva che le civiltà avanzate potrebbero arrivare ad avere una forte influenza sulla futura evoluzione del cosmo, e nei momenti finali del Big Crunch, potrebbero riuscire ad estrarre un numero infinito di calcoli sfruttando l'energia pura del collasso della materia. Tuttavia, anche se queste idee possono affascinare coloro che hanno voglia di un matrimonio tra misticismo e scienza, non hanno preso piede tra i transumanisti o tra la più ampia comunità scientifica. Le attuali teorie cosmologiche indicano che l'universo continuerà ad espandersi per sempre (falsificando la previsione di Tipler).

Ma il punto più generale su cui il transumanista potrebbe occuparsi in questo contesto è imparare a pensare alle "grandi questioni" senza ricorrere a un pio desiderio o al misticismo. Le grandi questioni, comprese quelle del nostro posto nel mondo e il destino a lungo termine della vita intelligente, fanno parte del transumanesimo, tuttavia, tali questioni dovrebbero essere affrontate in modo sobrio, in modo disinteressato, usando la ragione critica e le nostre migliori evidenze scientifiche disponibili. Uno dei motivi per cui tali questioni sono di interesse transumanista è che le loro risposte potrebbero influenzare i risultati che si dovrebbero attendere dal nostro sviluppo tecnologico, e quindi - indirettamente - le politiche che ha senso per l'umanità perseguisca.

Nel 1986, Eric Drexler pubblicò Engines of Creation, il primo libro che esponeva la fabbricazione molecolare (Le possibilità della nanotecnologia era stata anticipata dal fisico premio Nobel Richard Feynman nel suo There is Plenty of Room at the Bottom del 1959). In questa opera fondamentale, non solo Drexler ha sostenuto la fattibilità di nanotecnologia basata sull'assemblaggio molecolare, ma ha esplorato anche le sue conseguenze e cominciato a tracciare le sfide strategiche poste dal suo sviluppo. Il successivo libro di Drexler, Nanosistemi (1992) fornì un'analisi più tecnica che sembrava confermare le sue conclusioni. Per preparare il mondo alle nanotecnologie e adoperarsi per una loro realizzazione sicura, fondò il Foresight Institute insieme con la sua moglie, Christine Peterson, nel 1986.

Negli ultimi anni, la nanotecnologia è diventata un grande affare, con il finanziamento della ricerca a livello mondiale pari a miliardi di dollari. Ancora poco di questo lavoro si inserisce nella visione ambiziosa di Dexler della nanotecnologia basata sull'assemblaggio molecolare, cioè tecnologia di costruzione quasi universale. La comunità ufficiali di nanotecnologie hanno cercato di prendere le distanze dalle richieste di Drexler. Il chimico Richard Smalley (un altro premio Nobel) ha criticato Drexler, affermando che assemblatori molecolari non biologici sono impossibli. A tutt'oggi, però, nessuna critica tecnica dei lavori di Drexler nella letteratura pubblicata ha trovato eventuali difetti significativi nel suo ragionamento. Se la nanotecnologia molecolare è infatti fisicamente possibile, come sostiene Drexler, allora la questione diventa solo quanto difficile sarà svilupparla, e quanto tempo ci vorrà. Tali questioni sono molto difficili da risolvere in anticipo. Se la nanotecnologia molecolare potrebbe essere sviluppata come Drexler immagina, essa avrebbe ramificazioni significative:

"Carbone e diamanti, sabbia e circuiti integrati, tessuti sani e cancerosi: nel corso di tutta la storia, le variazioni nelle disposizioni di atomi hanno fatto la differenza fra scadente e pregiato, fra malato e sano. Disposti in una certa maniera, gli atomi formano suolo, aria, acqua; disposti in un'altra maniera diventano fragole mature. Disposti in un modo sono case ed aria fresca; in un altro, diventano cenere e fumo".

La nanotecnologia molecolare ci permetterebbe di trasformare il carbone in diamanti, la sabbia in supercomputer, o eliminare l'inquinamento dell'aria e i tumori dal tessuto sano. Nella sua forma matura, potrebbe aiutarci ad eliminare la maggior parte delle malattie e l'invecchiamento, rendendo possibile la rianimazione di pazienti dalla crionica, consentendo la colonizzazione dello spazio, e - cosa più inquietante - portare alla rapida creazione di vasti arsenali di armamenti letali o non letali.

Un'altra tecnologia ipotetica che potrebbe avere un impatto rivoluzionario è l'uploading, il trasferimento cioè di una mente umana a un computer. Questa comprenderebbe le seguenti fasi: in primo luogo, creare una scansione sufficientemente dettagliata di un determinato cervello umano, e forse decostruendolo con nanorobot o introducendo piccoli pezzi di tessuti cerebrali in potenti microscopi per l'analisi automatica delle immagini. In secondo luogo, da questa scansione, ricostruire la rete neuronale del cervello realizzato, e combinare questo con modelli computazionali dei diversi tipi di neuroni. In terzo luogo, emulare l'intera struttura di calcolo su un potente supercomputer. In caso di successo, la procedura comporterebbe che la nuova mente, con memoria e personalità intatta, sia trasferita a un computer su cui potrebbe esistere in forma di software, ma potrebbe anche vivere in un corpo di robot o vivere in una realtà virtuale. Anche se spesso si è pensato che, in circostanze adatte, l'individuo dopo l'upload sarebbe cosciente e che il nuovo soggetto potrebbe sopravvivere al trasferimento sul nuovo mezzo, i transumanisti hanno diversi punti di vista su tali questioni filosofiche.

Se la superintelligenza, o la nanotecnologia molecolare, o l'uploading, o qualche altra tecnologia di tipo rivoluzionario venisse sviluppata, chiaramente la condizione umana potrebbe essere radicalmente trasformata. Anche se si ritiene che la probabilità che ciò accada in tempi brevi è abbastanza piccola, queste prospettive, tuttavia, meriterebbero una seria attenzione in vista del loro impatto estremo. Tuttavia, il transumanesimo non dipende dalla fattibilità di tali tecnologie radicali. Realtà virtuale, diagnosi genetica preimpianto, ingegneria genetica, farmaci che migliorano la memoria, la concentrazione, l'insonnia, e l'umore, sostanze che migliorano le nostre performance; interventi di chirurgia estetica, operazioni di cambiamento di sesso; protesi; medicina anti-invecchiamento; interfacce uomo-computer: queste tecnologie sono già qui o possiamo attenderle nei prossimi decenni. La combinazione di queste capacità tecnologiche, una volta mature, potrebbe trasformare profondamente la condizione umana. Il programma transumanista, che è quello di rendere le opzioni di potenziamento sicuramente disponibili a tutte le persone, diventerà tanto più rilevante e concreto nei prossimi anni quanto queste e altre tecnologie emergeranno e si svilupperanno.

4. La crescita dell'organizzazione di base

Benjamin Franklin volle essere conservato in una botte di Madera e poi essere richiamato in vita, e si rammaricò di vivere troppo vicino all'infanzia della scienza affinchè ciò fosse possibile.  Da allora, la scienza è cresciuta un po'. Nel 1962, Robert Ettinger ha pubblicato il libro La prospettiva dell’immortalità, che ha lanciato l'idea della sospensione crionica. Ettinger ha sostenuto che la tecnologia medica sembra essere in continuo progresso e dal momento che la scienza ha scoperto che l'attività chimica viene a cessare definitivamente a temperature abbastanza basse, dovrebbe essere possibile congelare una persona oggi (in azoto liquido) e conservare il corpo finchè la tecnologia sia abbastanza avanzata per riparare i danni da congelamento e invertire la causa originaria della morte. La crionica, secondo Ettinger, offre un biglietto per il futuro.

Ma ahimè, le masse non fanno la fila per la corsa. La crionica è  rimasta una frangia alternativa a metodi più tradizionali di trattamento dei malati, come la cremazione e la sepoltura. La pratica della crionica non è stata integrata nell’impostazione mainstream clinica ed è stata invece condotta a buon mercato da un ristretto numero di appassionati. Due delle prime organizzazioni di crionica hanno dichiarato il fallimento, lasciando i loro pazienti a scongelarsi. A quel punto, il problema degli enormi danni cellulari che si verificano quando si formano cristalli di ghiaccio nel corpo divenne anche più ampiamente conosciuto. Come risultato, la crionica ha acquisito la reputazione di una macabra truffa. La polemica dei media sulla sospensione della star del baseball Ted Williams nel 2002 ha mostrato che la percezione pubblica della crionica non è cambiata molto negli ultimi decenni.

Nonostante il suo problema di immagine e le sua mancanza iniziale di attuazione, la comunità crionica continua ad essere attiva e conta tra i suoi membri i più eminenti scienziati e intellettuali. I protocolli di sospensione sono stati migliorati, e l'infusione di crioprotettori precedenti il congelamento per sopprimere la formazione di cristalli di ghiaccio è diventato una pratica standard. La prospettiva della nanotecnologia ha dato una forma più concreta per il futuro della tecnologia ipotizzando che possa consentire la rianimazione. Ci sono attualmente due organizzazioni che offrono servizi per la piena sospensione, la Alcor Life Extension Foundation (fondata nel 1972) e l'Istituto di Crionica (fondato nel 1976). Alcor ha recentemente introdotto un nuovo metodo di sospensione, che si basa su un processo noto come "vetrificazione", che riduce ulteriormente i micro-danni strutturali durante la sospensione.

In un lavoro più tardi, Man into Superman (1972), Ettinger ha discusso una serie di possibili miglioramenti tecnologici dell'organismo umano, proseguendo la tradizione iniziata dal Haldane e Bernal. Un altro dei primi transumanisti fu FM Esfandiary, che più tardi cambiò il suo nome in FM-2030. Uno dei primi professori di studi futurologici, FM ha insegnato presso la New School for Social Research di New York nel 1960 e ha costituito un gruppo di ottimisti futurologi noto come UpWingers:

"Chi sono i nuovi rivoluzionari del nostro tempo? Sono i genetisti, biologi, fisici, crionologisti, biotecnologi, scienziati nucleari, i cosmologi, astronomi radio, cosmonauti, scienziati sociali, volontari, il corpo della gioventù, internazionalisti, umanisti, scrittori di fantascienza, pensatori normativi, gli inventori e gli altri ... Stanno rivoluzionando la condizione umana in un modo fondamentale. I loro risultati e obiettivi vanno ben al di là delle ideologie più radicali del Vecchio Ordine".

Nel suo libro Are you a transhuman? (1989), FM descrisse ciò che egli considerava i segni della comparsa del “transumano”. Nella terminologia di FM, un transumano è un "umano in transizione”, qualcuno che in virtù del suo utilizzo della tecnologia, dei valori culturali e dei stili di vita costituisce un legame evolutivo per l'era prossima della postumanità. I segni che FM ha visto come indicativi dello stato di transumano includono protesi, chirurgia plastica, l'uso intensivo delle telecomunicazioni, una visione e uno stile di vita cosmopolita e nomade, l’androginia, la riproduzione mediata (ad esempio la fecondazione in vitro), l'assenza di fede religiosa, e un rifiuto dei valori tradizionali della famiglia. Tuttavia, non è mai stato spiegato in maniera soddisfacente perché qualcuno che, per esempio, rifiuta i valori della famiglia, ha un naso rifatto, e spende un sacco di tempo sui jet è in più stretta vicinanza alla postumanità rispetto al resto di noi.

Negli anni 1970 e 1980, molte organizzazioni sorsero incentrate su un argomento particolare come l'estensione della vita, la crionica, la colonizzazione dello spazio, la fantascienza, e il futurismo. Questi gruppi sono stati spesso isolati gli uni dagli altri, e nonostante condividevano idee e valori, non avevano ancora una visione del mondo unificata. Great Mambo Chicken and the Transhuman Condition (1990) di Ed Regis ebbe uno sguardo umoristico su queste proto-frange transumaniste, che comprendevano persone eccentriche anche se intelligenti che cercavano di costruire razzi spaziali nei loro cortili, o sperimentavano macchine dotate di biofeedback e droghe psichedeliche, come pure scienziati che perseguivano linee più serie di lavoro, ma che avevano assorbito troppo lo spirito californiano.

Nel 1988, fu pubblicato il primo numero della rivista Extropy da Max More e Tom Morrow, e nel 1992 fondarono l'Istituto Extropy (il termine "extropy" fu coniato come opposto metaforico di entropia). L'Istituto ha servito come un catalizzatore che ha riunito diversi gruppi di persone con idee futuristiche e favorito la formazione di nuovi composti memetici. L'Istituto ha organizzato una serie di conferenze, ma forse più importante è stata la mailing-list estropica, un forum di discussione on-line dove le idee nuove sono state condivise e discusse [ancora oggi attiva N.d.T.]. Nella metà degli anni Novanta, molti si misurarono con le visioni transumaniste grazie alla mailing-list dell'Istituto Extropy.

More era emigrato in California dalla Gran Bretagna dopo aver cambiato il suo nome da Max O'Connor. Del suo nuovo nome, ha detto:

"Sembrava davvero racchiudere l'essenza di ciò che è  il mio obiettivo: migliorare sempre, non essere mai statico. Vorrei ottenere il miglio in tutto, diventare più intelligente, più in forma, e più sano. Dovrebbe essere un richiamo costante per tenere il movimento in avanti".

Max More ha scritto la prima definizione di transumanesimo nella sua accezione moderna, e ha creato il suo marchio distintivo del transumanesimo, l’"Estropianesimo", che ha sottolineato i principi di "espansione infinita", "auto-trasformazione", "ottimismo dinamico", "tecnologia intelligente” , e “ordine spontaneo". Originariamente, l’Estropianesimo aveva un chiaro sapore libertario, ma negli anni seguenti ha preso le distanze da questo ingrediente, sostituendo il concetto di "ordine spontaneo" con quello di "società aperta", un principio che si oppone al controllo sociale autoritario e promuove il decentramento del potere e della responsibilità. Natasha Vita-More è l’attuale presidente dell'Istituto Extropy. Artista e designer, ha nel corso degli anni ha pubblicato una serie di manifesti sull’arte transumanista ed estropica.

Le conferenze dell'Istituto Extropy e la mailing-list servivano anche come luogo di ritrovo per alcune persone a cui piaceva discutere idee futuristiche, ma che non erano necessariamente membri. Di quelli intorno alla metà degli anni Novanta si ricorderanno individui come Anders Sandberg, Alexander "Sasha" Chislenko, Hal Finney, e Robin Hanson tra i frequentatori abituali più seri nell'ambiente transumanista del tempo. Una quantità enorme di discussioni sul transumanesimo ha avuto luogo in varie mailing-list negli ultimi dieci anni. La qualità dei messaggi è stata svariata (a dir poco). Ancora meglio, queste conversazioni online hanno esplorato le idee circa le implicazioni delle tecnologie future, conversazioni che, per certi versi, erano così avanzate che avrebbero potuto essere stampate per libri o riviste. Internet ha giocato un ruolo importante nella fase di incubazione del transumanesimo moderno, favorendo questi incontri tra menti - e forse più indirettamente, anche tramite l'esuberanza "irrazionale" che ha pervaso l'era di internet?

La World Transhumanist Association (WTA) è stata fondata all'inizio del 1998 da Nick Bostrom e David Pearce, per fornire una base organizzativa generale a tutti i gruppi e interessi transumanisti, per tutto lo spettro politico. L'obiettivo era anche quello di sviluppare una più matura e accademicamente rispettabile forma di transumanesimo, liberato dalla "cultura modaiola" che agli occhi di alcuni critici, aveva afflitto alcune delle sue precedenti convocazioni. I due documenti fondanti del WTA sono: la Dichiarazione Transumanista e la FAQ Transumanista. La dichiarazione è stata intesa come una breve forma di consenso dei principi base del transumanesimo. La F.A.Q. [acronimo di Frequently Asked Question, N.d.T.] è stata anche un documento di consenso o di quasi-consenso, ma era più ambiziosa nel suo ambito filosofico, con lo sviluppo di un certo numero di temi che erano stati in precedenza, al massimo, impliciti nel movimento. Più di cinquanta persone hanno contribuito con commenti alla bozza della FAQ.

Il documento è stato prodotto da Bostrom, ma le parti principali e le idee hanno visto il contributo anche di molti altri, tra cui il pensatore utilitarista britannico David Pearce, Max More, la femminista americana e attivista per i diritti dei disabili Kathryn Aegis, e l’enciclopedia vivente Anders Sandberg, che era all'epoca uno studente svedese in neuroscienze.

David Pearce ha inoltre sviluppato il suo caratteristico sapore transumanista basato su un'etica di utilitarismo edonistico. Pearce sostiene, nel suo L'imperativo edonistico, un ambizioso programma per eliminare la sofferenza negli animali umani e non umani per mezzo di neuro-tecnologia avanzata (a breve termine con farmaci, a lungo termine, forse, con l'ingegneria genetica). In parallelo con questo sforzo “in negativo” per abolire la sofferenza, egli propone un programma “in positivo” di "paradise engineering" in cui gli esseri senzienti siano riprogettati per consentire a tutti un'esperienza senza precedenti dei livelli di benessere. Nell’utopia di Pearce, il nostro sistema di motivazione sarebbe il "gradiente di beatitudine" invece dell’attuale asse piacere-dolore.

Le adesioni alla WTA (oggi Humanity Plus N.d.T.) crebbero rapidamente, e chapters locali si moltiplicarono in tutto il mondo. Le attività si sono concentrate soprattutto sulla discussione in Internet, sulla elaborazione di documenti, sulla rappresentazione nei media, sull'organizzazione di una conferenza Transvision annuale, e sulla pubblicazione della linea scientifica ufficiale del transumanesimo (poi rinominata in "Journal of Evolution and Technology").

Nel primi anni della sua esistenza, la WTA è stata una struttura organizzata in modo molto impreciso e informale. E' entrato nella sua fase successiva, dopo un incontro nel 2001 tra James Hughes (un sociologo al Trinity College di Hartford nel Connecticut), Mark Walker (un filosofo presso l'Università di Toronto, poi il direttore della Gazzetta del transumanesimo), e Bostrom (che era al tempo insegnante a Yale). Hughes fu eletto segretario e cambiò le capacità di organizzazione e il sostegno ai vari compiti. Entro breve tempo, la WTA adottò una costituzione, come non-profit, e cominciò la costruzione di una rete internazionale di vigorosi gruppi locali e volontari. Attualmente, la WTA ha circa 3.000 iscritti provenienti da oltre 100 paesi, e persegue una vasta gamma di attività, tutte guidate da volontari [in Italia è presente il chapter del Network dei Transumanisti Italiani, N.d.T.].

Un certo numero di organizzazioni collegate si sono ritagliate uno spazio negli ultimi anni, concentrandosi su particolari questioni transumaniste, come il prolungamento della vita, l'intelligenza artificiale, o le implicazioni giuridiche delle "tecnologie convergenti" (nano-bio-tecnologie info-neuro). L'Istituto per l'Etica e le Tecnologie emergenti (IEET), un "think tank" non-profit, è stato istituito nel 2004, per "promuovere l'uso etico della tecnologia e per espandere le capacità umane".

4. La frontiera accademica

Nel corso degli ultimi due decenni, il mondo accademico ha raccolto la sfida e ha iniziato ad analizzare le varie "questioni transumaniste", dal punto di vista normativo e concreto. I contributi sono decisamente troppi per descriverli esaurientemente qui, quindi dovremo scegliere solo qualche tema, a cominciare dall'etica.

Per la maggior parte della sua storia, la filosofia morale non ha esitato a risolvere problemi pratici. Nella prima metà del XX secolo, durante l'apice del positivismo logico, l'etica applicata ha ristagnato poichè i filosofi morali si concentrarono su problemi linguistici o meta-etici. Da allora, tuttavia, l'etica pratica è tornata alla ribalta come campo di ricerca accademica. La rimonta è iniziata nella deontologia medica. Le rivelazioni degli esperimenti orribili che i nazisti avevano condotto su soggetti umani in nome della scienza ha portato all'adozione del Codice di Norimberga (1947) e della Dichiarazione di Helsinki (1964), che hanno fissato rigide garanzie per la sperimentazione medica, sottolineando la necessità del consenso da parte del paziente. Ma l'avanzamento del moderno sistema sanitario ha generato nuovi dilemmi etici: eutanasia, donazione di organi, allocazione delle risorse, aborto, direttive anticipate, rapporto medico-paziente, protocolli per l'ottenimento di consenso informato e trattamento dei pazienti incapaci di intendere e volere. Negli anni '70, un'indagine più nampia ha cominciato ad emergere, stimolata in particolare dagli sviluppi della riproduzione assistita e della genetica. Questo campo divenne nota come bioetica. Molte delle questioni etiche più direttamente legate al transumanesimo rientrerebbero ora in questa rubrica, anche se sono coinvolti altri discorsi normativi, come l'etica della popolazione, la meta-etica, filosofia politica, bioetica e le sue sorelle minori - l'etica del computer, l'ingegneria etica, l'etica ambientale.

La bioetica fu fin da principio uno sforzo interdisciplinare, dominato da teologi, giuristi, medici, e, sempre più, filosofi, con la partecipazione occasionale da parte dei rappresentanti dei gruppi per i diritti dei pazienti, difensori della disabilità, e altre parti interessate. In mancanza di una metodologia chiara e operante su un piano spesso spazzato dai venti della polemica politica o religiosa, lo standard della cultura in questo campo è stato spesso deludente. Nonostante queste difficoltà, la bioetica germogliò. Un cinico potrebbe attribuire questo successo all'ampia fecondazione che il campo ricevette da un certo numero di imperativi pratici: assolvere i medici da dilemmi morali, formare il comportamento degli studenti di medicina, permettere ai comitati degli ospedali di strombazzare i loro impegni sui più alti standard etici di cura, fornire brevi dichiarazioni per i mass media, dare la possibilità ai politici di coprirsi il sedere delegando le questioni controverse a comitati etici.

Ma è possibile fare un commento più cortese: le persone oneste riconobbero che difficili problemi morali sorgono nella moderna biomedicina, che questi problemi vanno affrontati, e che alcuni studiosi professionisti cercano di chiarire questi problemi in un modo sistematico che potrebbe risultare utile. Anche se una cultura di più alto calibro e una metodologia più robusta sarebbe desiderabile, nel frattempo indaghiamo la maggior parte di ciò che abbiamo. I filosofi morali hanno negli ultimi decenni prodotto molti contributi che hanno relazioni con l'etica della trasformazione umana, ma dobbiamo limitarci a poche menzioni. Il classico Reasons and Persons (1984) di Derek Parfit ha discusso molte questioni normative rilevanti. Oltre alla teoria dell'identità personale e della fondazione etica, questo libro tratta l'etica della popolazione, persone influenzate da principi morali e doveri delle generazioni future. Anche se l'analisi di Parfit si svolge a un livello ideale, le sue argomentazioni chiariscono molte considerazioni morali che emergono all'interno del programma transumanista.

What Sort of People Should there Be? (1984) di Jonathan Glover è dedicato alla tecnologia che permette la trasformazione umana a un livello un po' più concreto, riguardanti in particolare la genetica e le varie tecnologie che potrebbero aumentare la trasparenza sociale. Glover ha dato una chiara ed equilibrata trattazione analitica di queste tematiche molto in anticipo sui tempi. La sua conclusione generale è che non solo qualsiasi aspetto della natura umana presente ... è degno di essere preservato. Piuttosto, vanno preservate quelle caratteristiche che contribuiscono particolarmente allo sviluppo personale e all'espressione personale, per certi tipi di rapporti, e allo sviluppo della nostra coscienza e comprensione. E alcune di queste caratteristiche possono essere estese, piuttosto che minacciate dalla tecnologia.

Diverse persone hanno discusso principi che sostengono una sorta di equivalenza morale tra gli interventi ambientali e genetici. Per esempio, Peter Singer ha proposto il "principio di prevenzione":

"Per qualsiasi condizione X, se fosse una forma di abuso di minori per i genitori di infliggere X al proprio figlio subito dopo la nascita, allora deve, a parità di altre condizioni, almeno essere consentito prendere misure per impedire che il proprio figlio abbia tale condizione."

Julian Savulescu ha sostenuto un principio di Beneficenza Procreativa, secondo cui i futuri genitori dovrebbero selezionare il bambino, dai possibili bambini che potrebbero avere, che godrebbe la vita migliore, in base alle rilevanti informazioni disponibili (dove il "dovrebbero" sta ad indicare che è giustificata la persuasione e non la coercizione). Questo principio non presuppone che tutte le vite possono essere inserite in una graduatoria definitiva per quanto riguarda il loro benessere, ma solo che prudenti confronti a coppie sono possibili in almeno alcuni casi. Per esempio, se una coppia sta avendo una fertilizzazione in vitro e deve selezionare uno dei due embrioni, che sono geneticamente identici, tranne che uno di essi ha un gene difettoso che predispone all'asma, allora la Beneficenza Procreativa suggerisce che dovrebbero scegliere l'embrione sano per l'impianto. 

In From Chance to Choice (2000), Allen Buchanan, Dan W. Brock, Norman Daniels, e Daniel Wikler, hanno esaminato come i progressi dell'ingegneria genetica dovrebbero pregiudicare la nostra comprensione della giustizia distributiva, le pari opportunità, i nostri diritti e obblighi come genitori, il significato della disabilità, e il concetto di natura umana in teoria etica e practica. Hanno sviluppato un quadro ispirato dal lavoro di John Rawls in un tentativo di rispondere ad alcune di queste domande.

Greg Stock, John Harris, Gregory Pence, e Eric Juengst, tra gli altri, hanno anche discusso l'etica della ingegneria genetica da un'ampia prospettiva transumanista. Mark Walker ha sostenuto dal punto di vista perfezionista che abbiamo il dovere di utilizzare la tecnologia per migliorare noi stessi. Walker ha anche sostenuto che uno dei motivi per perseguire miglioramenti cognitivi è che potrebbe aiutarci a risolvere problemi filosofici. Nick Bostrom e molti altri hanno richiamato l'attenzione sulla distinzione tra miglioramenti che offrono solo vantaggi posizionali (ad esempio un aumento di altezza), che sono vantaggi solo nella misura in cui altri ne sono privi, e miglioramenti che offrono vantaggi intrinseci o nette esternalità positive (come ad esempio un migliore sistema immunitario o un miglioramento delle funzioni cognitive). Dobbiamo promuovere miglioramenti del secondo tipo, e non miglioramenti che sono semplicemente posizionali.

Bostrom ha suggerito che abbiamo un motivo per sviluppare i mezzi al fine di esplorare lo "spazio più ampio di possibili modi di essere" che ci è attualmente inaccessibile a causa delle nostre limitazioni biologiche, il motivo è che potremmo scoprire modi di essere estremamente gratificanti - modi di vivere, di pensare, di sentire e relazionarsi. Insieme a diversi altri scrittori transumanisti, Bostrom ha sostenuto l'urgenza morale di sviluppare mezzi per rallentare o invertire il processo di invecchiamento. Egli ha inoltre proposto una concezione più ampia della dignità umana che può conciliare la "dignità postumana". Un recente documento congiunto di Bostrom e Ord Toby propone un'euristica per l'eliminazione del pregiudizio dello "status quo" in bioetica, un pregiudizio che, essi sostengono, affligge molti delle nostre intuizioni morali.

Eliezer Yudkowsky (uno studioso indipendente) ha sondato l'etica della superintelligenza e ha cercato di sviluppare una teoria di come programmare un Intelligenza Artificiale amichevole per l'essere umano, una sfida che potrebbe assumere un significato di vita o di morte una volta che diventassimo capaci di creare un tale macchina. Yudkowsky sostiene che semplici ingiunzioni basate sulle regole (come le "tre leggi della robotica" di Isaac Asimov) produrrebbero letali conseguenze non intenzionali. Egli concepisce una superintelligenza come un processo di ottimizzazione enormemente potente, e il compito centrale è quello di specificare l'architettura mentale e meta-strutturale della IA in modo tale che realizzi risultati desiderabili. Piuttosto che creare un elenco di obiettivi specifici, Yudkowsky sostiene che dobbiamo adottare un approccio più indiretto e scegliere le condizioni iniziali della IA in modo che utilizzi i suoi poteri superiori intellettuali per ricavare obiettivi specifici ed estrapolare le nostre decisioni quando fossimo meglio calibrati, meglio informati e più capaci di riflettere sulle forze che influenzano le nostre decisioni. Yudkowsky desidera inoltre specificare un'IA che utilizzi le proprie regole iniziali di estrapolazione estrapolare le decisioni umane più intelligenti sulle regole dell'estrapolazione; in effetti un insieme di regole iniziali per l'estrapolazione "rinormalizzerebbe" se stesso.

Oltre a questioni normative, ci sono anche questioni concrete da porsi, circa la natura e il tempo delle tecnologie di trasformazione e le loro conseguenze. Hans Moravec nel libro del 1989 Mind Children ha esplorato le implicazioni di possibili futuri progressi in robotica e uploading. Un libro di Moravec successivo, Robot (1999), e il  best-seller di Ray Kurzweil Age of Spiritual Machines (1999) hanno introdotto queste idee ad un pubblico più ampio. Come abbiamo visto, Eric Drexler stava cercando di anticipare le conseguenze della nanotecnologia molecolare negli anni '80, uno sforzo in cui è stato poi raggiunto da diversi altri ricercatori come Robert Freitas, che ha studiato in grande dettaglio la potenziale applicazione medica di nanotecnologie, e Ralph Merkle, che ha collaborato con Freitas per studiare la cinematica dei sistemi di auto-replicazione e i passi tecnici sommari verso gli assemblatori molecolari. Tutti questi autori riconoscono che le tecnologie potenti come la superintelligenza o la nanotecnologia molecolare non sono prive di seri rischi di incidenti o di abusi intenzionali.

Bostrom nel 2002 ha introdotto il concetto di "rischio esistenziale", definito come "un esito negativo che distruggerebbe la vita intelligente originaria della Terra o che ne ridurrebbe permanentemente e drasticamente il suo potenziale", e ha creato un elenco di ciò che ha considerato come i più probabili rischi esistenziali. Sia i rischi connessi alle nanotecnologie che quelli connessi alla superintelligenza raggiungono alti gradi nel suddetto elenco. In un articolo popolare molto discusso, Perché il futuro non ha bisogno di noi (2000), Bill Joy ha sostenuto che noi dobbiamo rinunciare agli sviluppi nella IA, nelle nanotecnologie e nella genetica a causa dei rischi che alla fine emergono da queste discipline. Diverse persone, reagendo a Joy, hanno discusso contro tali divieti ritenendo che non sono realistici, che ci priverebbero di grandi benefici, e che potrebbero aumentare piuttosto che diminuire il rischio se fossero sviluppati in modo clandestino o in regioni del mondo con meno scrupoli. John Leslie, Martin Rees, e Richard Posner hanno inoltre esaminato le minacce alla sopravvivenza umana nel 21° secolo - tutti hanno valutato il rischio come altamente significativo.

Robin Hanson ha analizzato diversi temi di rilevanza per la trasformazione dell'uomo, ivi comprese le conseguenze dell'uploading in una economia non regolamentata, la funzione di indicatore sociale delle credenze, le origini e lo status epistemologico delle divergenze di opinione, la dinamica di una corsa alla colonizzazione dello spazio, e le informazioni sui mercati come un sistema per aggregare le informazioni e guidare la politica. In relazione ai lavori di Hanson sulla competizione di individui uploadati e sulle corse alla colonizzazione spaziale, Bostrom ha esplorato come qualche scenario del futuro evolutivo possa portare a esiti distopici. Attingendo ai suoi primi lavori sugli effetti di selezione dell'osservazione, egli ha anche formulato l'Argomento della Simulazione, il quale si propone di dimostrare che da alcuni presupposti onestamente deboli consegue che almeno una delle seguenti proposizioni è vera: (1) è molto probabile che la specie umana si stingua prima di raggiungere un fase "post-umana", (2) è estremamente improbabile che una qualsiasi civiltà postumana esegua un numero significativo di simulazioni della loro storia evolutiva (o loro varianti), (3) quasi sicuramente viviamo in una simulazione al computer. Ne consegue che la convinzione che vi è una significativa probabilità che si possa un giorno diventare postumani e gestire tali simulazioni è falsa, a meno che stiamo vivendo ora in una simulazione. 

Non sappiamo cosa accadrà, ma numerosi vincoli sottili ci permettono di restringere la gamma di opinioni sul futuro sostenibile dell'umanità e del nostro posto nell'universo. Questi vincoli derivano da una serie di fonti, compresa l'analisi delle capacità delle tecnologie possibili sulla base di simulazioni fisiche o chimiche, l'analisi economica, la teoria dell'evoluzione, la teoria della probabilità, la teoria dei giochi e dell'analisi strategica, e la cosmologia. In parte a causa del carattere interdisciplinare e talvolta tecnico, tali considerazioni non sono generalmente comprese. Eppure, ogni serio tentativo di misurarsi con le implicazioni a lungo termine dello sviluppo tecnologico dovrebbe tenerne conto.

6. Biopolitica del XXImo sec.: la dimensione transumanista e bioconservatrice

James Hughes ha sostenuto che la biopolitica sta emergendo come una nuova dimensione fondamentale dell'opinione politica. Nel modello di Hughes, la biopolitica si unisce con la dimensione più familiare della politica culturale ed economica, per formare uno spazio di opinione a tre dimensioni. Abbiamo già visto che nei primi anni '90, gli extropiani hanno combinato la politica della cultura liberale e la politica della  cultura laissez-faire economica con la biopolitica transumanista. In Citizen Cyborg (2004), Hughes promuove ciò che egli definisce "transumanesimo democratico" in cui la biopolitica transumanista si accompagna alle politiche economiche socialdemocratiche e alle politiche di cultura liberale. Egli sostiene che realizzeremo il migliore futuro postumano quando ci assicureremo che le tecnologie siano sicure, che siano aperte a tutti, e che rispettino il diritto degli individui di controllare il proprio corpo. La differenza fondamentale tra il transumanesimo extropiano e il transumanesimo democratico è che quest'ultimo accorda un ruolo molto più importante al governo nel regolare le nuove tecnologie per la sicurezza e garantire che i benefici siano a disposizione di tutti, non solo a un'élite ricca o scaltra.

In linea di principio, il transumanesimo può essere combinato con una vasta gamma di punti di vista politici e culturali, e molte di tali combinazioni sono effettivamente rappresentate, ad esempio, all'interno della composizione del Transhumanist World Association [ora Humanity Plus N.d.T.]. Una combinazione che non si trova spesso è l'accoppiamento del transumanesimo con una prospettiva culturale conservatrice. Non è chiaro se questo sia a causa di una tensione irrisolvibile tra l'agenda di trasformazione del transumanesimo e la preferenza della cultura conservatrice per posizioni tradizionali. Potrebbe essere invece perché nessuno ha ancora seriamente tentato di sviluppare una tale posizione. E' possibile immaginare come le nuove tecnologie potrebbero essere utilizzate per rafforzare alcuni valori culturali conservatori. Per esempio, una farmaceutica che faciliti il legame di coppia a lungo termine potrebbe aiutare a proteggere la famiglia tradizionale.

Sviluppare modi di usare il nostro crescente potere tecnologico per aiutare le persone a rendersi conto di avere ampi valori culturali o spirituali nella loro vita sembra un'impresa meritevole. Questo non è, tuttavia, il percorso culturale che i conservatori hanno finora scelto. Invece, essi hanno gravitato verso l'opposto del transumanesimo, il bioconservatorismo, che si oppone all'uso della tecnologia per espandere le capacità umane o per modificare gli aspetti della nostra natura biologica. La gente attirata dal bioconservatorismo proviene da gruppi che tradizionalmente hanno poco in comune. Conservatori religiosi di destra, ambientalisti di sinistra e no-global hanno trovato cause comuni, per esempio nella loro opposizione alla modificazione genetica degli esseri umani.

I diversi settori del bioconservatorismo contemporaneo possono essere riconducibili a un insieme eterogeneo di origini: nozioni antiche di tabù, il concetto greco di hybris, la visione Romantica della natura; determinate interpretazioni religiose (anti-umanistiche) del concetto di dignità umana e di un Dio che stabilisce un ordine naturale, la rivolta dei lavoratori luddisti contro l'industrializzazione, l'analisi di Karl Marx della tecnologia sotto il capitalismo; diverse critiche di filosofi continentali alla tecnologia, alla tecnocrazia e alla mentalità razionalistica che accompagna la tecnoscienza moderna, nemici del complesso industriale-militare e delle aziende multinazionali, obiettori alla routine consumistica. I rimedi proposti hanno spaziato dalla distruzione delle macchine (i luddisti originali), alla rivoluzione comunista (Marx), all'acquisto di prodotti non artificiali, allo yoga (José Ortega y Gasset), - ma oggi si presenta comunemente nell'appello a bandi di divieti nazionali o internazionali su diverse tecnologie di potenziamento umano (Fukuyama, Anna, ecc.)

Scrittrici femministe sono scese su entrambi i lati della discussione. Le ecofemministe hanno sospettato la biotecnologia, in particolare il suo uso per ridisegnare corpi o controllare la riproduzione, di essere un'estensione della tradizione patriarcale di sfruttamento delle donne, o in alternativa l'hanno vista come un sintomo di una mentalità ossessionata dal controllo, non empatica, gadgetmaniaca, disgustata dal corpo. Alcuni hanno offerto una sorta di psicoanalisi del transumanesimo, concludendo che esso rappresenta una razionalizzazione imbarazzante di immaturità egocentrica e fallimento sociale. Ma altre hanno accolto favorevolmente il potenziale liberatorio della biotecnologia. Shulamith Firestone ha sostenuto nel classico femminista La dialettica del sesso (1971) che le donne saranno completamente liberate solo quando la tecnologia li avrà liberati dal dovere di incubare bambini. La cyberfemminista Donna Haraway proclama che "sarebbe meglio essere un cyborg che una dea" e contesta la visione dualistica che associa gli uomini alla cultura e alla tecnologia e le donne alla natura. 

Forse la voce bioconservatrice più importante oggi è quella di Leon Kass, presidente del Consiglio di Bioetica del Presidente Bush. Kass riconosce un debito intellettuale a tre altri bioconservatori illustri: il teologo protestante Paul Ramsey, l'apologeta cristiano apologetico C.S. Lewis e il filosofo-teologo Hans Jonas (allievo di Martin Heidegger) nato in Germania. La preoccupazione di Kass si concentra sulla dignità umana e sui modi sottili in cui i nostri tentativi di affermare la maestria tecnologica sulla natura umana potrebbero finire per disumanizzarci, minando vari tradizionale "significati", come il significato del ciclo di vita, il significato del sesso, il senso del mangiare, e il significato del lavoro. Kass è ben noto e ben conosciuto per la sua difesa della "saggezza della ripugnanza" (che fa eco all'"euristica della paura" di Hans Jonas). Mentre Kass sottolinea che un istinto di repulsione non è un argomento morale, egli insiste, tuttavia, che il "fattore disgusto" meriti la nostra rispettosa attenzione:

"Nei casi determinanti ... la ripugnanza è un'espressione emotiva di profonda saggezza, al di là del potere della ragione di essere dotato pienamente di parola... intuiamo e sentiamo, immediatamente e senza discussione, la violazione delle cose che giustamente ci stanno a cuore ... Per l'inquinamento e la perversione, la doverosa risposta può essere solo orrore e repulsione, e viceversa, orrore e disgusto generalizzato sono la prova prima facie della oscenità e della violazione". 

Francis Fukuyama, un altro prominente bioconservative e membro del Consiglio di Bioetica, ha recentemente identificato il transumanesimo come "idea più pericolosa del mondo". Per Fukuyama, tuttavia, la preoccupazione principale non riguarda il sottile indebolimento dei "significati", ma la prospettiva di violenza e di oppressione. Egli sostiene che la democrazia liberale dipende dal fatto che tutti gli esseri umani condividono un non definito "Fattore X", che fonda la loro uguale dignità e diritti. L'utilizzo di tecnologie potenzianti, egli teme, potrebbe distruggere il Fattore X. 

Bioeticisti come George Annas, Lori Andrews e Rosario Isasi hanno proposto una normativa per rendere le modificazioni genetiche non-ereditabili negli esseri umani un "crimine contro l'umanità", come la tortura e il genocidio. La loro logica è simile a Fukuyama:

"La nuova specie, o 'postumani', probabilmente vedrà i vecchi 'normali' esseri umani come inferiori, anche selvaggi, e li renderà idonei per schiavitù e massacri. I normali, d'altra parte, potrebbero vedere i postumani come una minaccia e se potranno, si impegnaranno in un attacco preventivo uccidendo i postumani prima che siano uccisi o ridotti in schiavitù da loro. E' in definitiva questo potenziale prevedibile per il genocidio che rende le specie modificate da esperimenti potenziali armi di distruzione di massa, e rende l'irresponsabile ingegnere genetico un potenziale bioterrorista".

C'è un terreno comune tra bioconservatori e transumanisti: essi concordano sul fatto che l'omicidio e la riduzione in schiavitù, sia da parte degli esseri umani o viceversa postumani, sarebbe una atrocità morale e un crimine. I transumanisti negano, tuttavia, che questa è una conseguenza probabile di una terapia in linea di principio che migliori la salute, la memoria, la longevità, o altri tratti analoghi nell'uomo. Se e quando svilupperemo le capacità di creare una qualche entità singolare che potrebbe distruggere la razza umana, come una macchina superintelligente, allora potremmo davvero considerare un crimine contro l'umanità procedere senza una analisi approfondita dei rischi e senza l'installazione di adeguate misure di sicurezza. Come abbiamo visto nella sezione precedente, lo sforzo di capire e trovare modi per ridurre i rischi esistenziali è stata una preoccupazione centrale per alcuni transumanisti, come Eric Drexler, Nick Bostrom, ed Eliezer Yudkowsky.

Ci sono altre analogie tra bioconservatori e transumanisti. Entrambi concordano sul fatto che ci troviamo di fronte alla prospettiva realistica che la tecnologia possa essere utilizzata per trasformare in modo sostanziale la condizione umana in questo secolo. Entrambi concordano sul fatto che questo impone l'obbligo per l'attuale generazione di riflettere sulle implicazioni pratiche ed etiche. Entrambe si occupano di rischi medici degli effetti collaterali, naturalmente, anche se i bioconservatori sono più preoccupati che la tecnologia possa avere successo piuttosto che fallire. Entrambi gli schieramenti concordano sul fatto che la tecnologia in generale e la medicina in particolare hanno un ruolo legittimo da giocare, anche se i bioconservatori tendono ad opporsi a molti usi della medicina che vanno oltre la terapia di potenziamento. Entrambe le parti condannano l'eugenetica sponsorizzata dallo stato razzista e i programmi coercitivi del 20° secolo. I bioconservatori richiamano l'attenzione sulla possibilità che i delicati valori umani potrebbero essere erosi dall'ottenere progressi tecnologici e che i transumanisti dovrebbero forse imparare ad essere più sensibili a queste preoccupazioni. D'altra parte, i transumanisti sottolineano che l'enorme potenziale di genuino miglioramento del benessere umano e della prosperità umana sono raggiungibili solo attraverso la trasformazione tecnologica, e che i bioconservatori dotrebbero cercare di essere più consapevoli della possibilità che potremmo realizzare grandi valori nell'avventurarci oltre le nostre attuali limitazioni biologiche.

References

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Facoltà di Filosofia, Università di Oxford
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Traduzione a cura di David De Biasi

 

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