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L'idea dell'immortalità terrena. Una nuova sfida per la teologia.
Filosofia - Estropia / Transumanesimo

faith and science

Estropico presenta una selezione delle presentazioni e dei contributi della Settimana Teologica di Pistoia svoltasi dal 7 all'11 settembre 2009, intitolata "L'idea dell'immortalità terrena. Una nuova sfida per la teologia." Si è trattato di un evento che, in futuro, sarà probabilmente considerato come un'autentica pietra miliare, il primo passo (insieme alla pubblicazione di L'ultimo esorcismo, di Andrea Vaccaro) di un'apertura della Chiesa ad un'idea profondamente transumanista quale quella dell'estensione della vita.

I resoconti degli interventi sono di Andrea Vaccaro (teologo e autore di L'ultimo esorcismo. Filosofie dell'immortalità terrena - qui un estratto su Estropico), il quale ha partecipato alla Settimana Teologica facendo da live-blogger per Estropico Blog. I contributi di Max More, James Hughes, del Network dei Transumanisti Italiani e di Mirco Romanato sono stati inviati alla Settimana Teologica, presentati al pubblico e inclusi negli atti della conferenza.

L'idea dell'immortalita' terrena. Una nuova sfida per la teologia. L'intervento di Andrea Vaccaro.
In questi giorni mi ripetevo: devi ricordare. Oramai sono 3-4 anni che studio materiali relativi all’argomento dell’immortalità terrena e per me è pressoché un’idea scontata, tante sono le attestazioni in tal senso che ho gradualmente raccolto. Eppure ci deve essere pur stato il momento in cui per la prima volta ho letto una tale notizia. Il mio sforzo di memoria riguardava proprio quel momento: cosa avevo pensato allora, quale era stata la mia reazione primigenia? Non sono riuscito a ricostruire il tutto, comunque la sintesi di pensieri ed emozioni di quel momento si può sintetizzare in una formula non del tutto consona ad un consesso di questo genere, ma estremamente diretta: questo autore è del tutto stupido! Come può fare un’affermazione del genere?! Poi, a quell’autore se ne è però aggiunto un secondo, e un terzo e così via. Autori particolari che parlavano da settori di ricerca altrettanto particolari, discipline che ai tempi in cui io frequentavo l’università non esisteva neppure la Facoltà: bioinformatica, nanotecnologia, neuroscienze, ingegneria cognitiva [...] Mi è capitato di parlare già qualche volta in pubblico di questa tematica e ho notato che una serie di obiezioni costituiscono la prima reazione ad una notizia del genere. Nel mondo cattolico una obiezione molto comune suona: “sì, ma anche se fosse, non sarebbe mai quel paradiso che promette la religione”. A me sembra un eccesso di difesa, un meccanismo che tra l’altro finisce per trasformare una buona notizia in una minaccia o una provocazione. Eppure, nessuno (quasi nessuno), prevedendo e lavorando per l’immortalità terrena vuol sfidare il Creatore o sostituirsi alla sua fede. Leggi tutto.

L'idea dell'immortalita' terrena. Una nuova sfida per la teologia. L'intervento di Aldo Schiavone.
“L’evoluzione nelle mani dell’uomo”. La specie che siamo, cioè l’homo sapiens sapiens, in trentamila anni non è cambiata dal punto di vista biologico, cognitivo, etc. E’ rimasta intatta. E’ la specie umana. Negli ultimi anni però c’è stata un’accelerazione sempre più veloce in un altro senso. Biologicamente siamo stati e siamo fermi; dal punto di vista della storia dell’intelligenza umana, invece, è successo di tutto, è successo qualcosa di sconvolgente. Attraverso la tecnologia, l’intelligenza sta acquistando la potenzialità di intervenire e incidere sulla struttura biologica dell’uomo che era considerata immodificabile, e ogni giorno propone nuovi progressi. Noi ce ne accorgiamo in modo indiretto, ascoltando distrattamente una notizia oggi e una domani. Queste scoperte puntiformi però vanno tutte verso una stessa direzione, verso un’unica meta che diventa ogni giorno più chiara: che l’uomo con la tecnologia può trasformare biologicamente se stesso. Ci dobbiamo preparare ad un’epoca – assai imminente- in cui la nostra forma biologica (la cognizione, l’intelligenza, il piano anatomico...) acquisirà la forma che noi intendiamo darle. Sarà come noi vorremmo che sia. Il principio: “siamo come la natura ci ha fatto” non varrà più. La forma biologica sarà il risultato di quello che noi vogliamo, sarà conseguenza delle nostre scelte. È l’uscita del biologico dal “naturale” e il suo ingresso nello “storico”. È l’evento più grande da quando la storia umana è iniziata: non c’è evento comparabile. E noi, distratti da tutti gli altri fatti, non ne siamo coscienti. Per questo, le generazioni future avranno responsabilità enormi. Noi abbiamo il dovere di prepararle e il primo passo per farlo è prenderne conoscenza. Qual è il ruolo della Chiesa in questo processo? Pur da non credente, penso che la nostra civiltà abbia il bisogno della riflessione cristiana per affrontare il problema. E credo anche che la Chiesa deva fare un passo in più per poterlo affrontare, superando un atteggiamento di chiusura per trasformarlo in piena accettazione. Leggi tutto.

L'idea dell'immortalita' terrena. Una nuova sfida per la teologia. L'intervento di Stefano Grossi.
Una piccola nota di storia della teologia. Anche la teologia conosce a questo proposito quella che con una certa approssimazione potremmo chiamare una tesi contro fattuale: i doni preternaturali concessi alla prima umanità e persi a causa del peccato originale. Tra essi vengono annoverati: l’integrità come libertà dalla concupiscenza; la libertà dalla necessità della morte; il dono della scienza e dell’impassibilità. Pur ricordandoci che nel linguaggio biblico vita e morte non hanno esclusivamente né primariamente una connotazione biologica, ma religiosa (basti confrontare Dt 30,15-16: «Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male; poiché io oggi ti comando di amare il Signore tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore tuo Dio ti benedica nel paese che tu stai per entrare a prendere in possesso») annoverare la libertà dalla necessità della morte tra i doni preternaturali significa riconoscere che tale situazione non oltrepassa di per sé la potenzialità della natura umana anche se non è corretto tradurle immediatamente in qualità materiali dell’umanità. Con un accostamento un po’ ardito saltiamo al preambolo del Novum Organum di Francesco Bacone: «Per il peccato originale l’uomo perse l’innocenza e decadde dal dominio del creato. Ambedue queste perdite possono ripararsi, almeno in parte, anche in questa vita: l’innocenza con la religione e con la fede, il dominio con le arti e con le scienze». Non appare così troppo ardito pensare che di fronte alle attuali ricerche sull’immortalità terrena la teologia cattolica possa avere uno sguardo positivo anche se critico? Leggi tutto.

Perché i cattolici possono sostenere l'obiettivo transumanista dell’allungamento della vita, di Max More.
L'onestà intellettuale è estremamente importante per me. Pertanto, devo dire subito di non essere religioso. Come fondatore del movimento transumaneista moderno, sono un razionalista e non vedo buone ragioni per credere all'esistenza di un essere che è onnipotente, onnisciente e perfettamente buono. Allo stesso tempo, ho studiato e capisco la religione in generale e la fede cattolica in particolare. Ho studiato e insegnato filosofia della religione, per molti anni presso il Mount St. Mary's a Brentwood, in California, e ho avuto molte discussioni con molti studenti cattolici della Facoltà di Filosofia. Inoltre, ho un enorme rispetto per San Tommaso d'Aquino - senza dubbio il più grande di tutti i teologi cattolici. Per Tommaso d'Aquino, fede e ragione sono compatibili e dovrebbero portarci alle stesse risposte, purché usiamo con attenzione il dono divino della ragione. Questa è una parte fondamentale della filosofia Scolastica, e sono attratto dalla sua miscela di sapienza rivelata e di filosofia aristotelica per diversi motivi, il principale dei quali, nel contesto del dibattito qui in corso, è la sua etica della virtù. E' da un punto di vista dell’etica della virtù, nell’ambito dello sviluppo umano, che sosterrò che i cattolici dovrebbero adottare un atteggiamento generalmente favorevole verso il transumanesimo e, in particolare, verso il perseguimento dell’estensione delle aspettative di vita massime. Leggi tutto.

Estensione radicale della vita, Transumanesimo e Cattolicesimo, di James Hughes
Il movimento transumanista è in gran parte laico. Circa due terzi di coloro che si descrivono come transumanisti sono atei o agnostici. Ma tra l'altro terzo è possibile trovare i membri di fedi di tutto il mondo, tra cui il Cattolicesimo. Empiricamente, [cio’ sembra dimostrate che] i transumanisti cristiani non ritengano che il transumanesimo e l'estensione e il miglioramento della vita umana siano incompatibili con la loro fede, anche se molti da entrambe le parti pensano che si sbaglino. Ci sono aree specifiche di incompatibilità, tuttavia, come nel caso della "teologia del corpo" della Chiesa. Molti transumanisti accettano le tecnologie riproduttive proibite dalla Chiesa. I transumanisti favoriscono una teoria della persona basata sull’autocoscienza, piuttosto che quella della Chiesa basata sull’anima come esclusiva caratteristica umana. Tale divergenza di opinioni pone problemi per il trattamento degli embrioni e dei casi di morte cerebrale, così come per lo status morale di grandi scimmie, ibridi umani-animali, e [ipotetiche] copie di una personalità umana su computer ("upload"). D'altra parte, vi è molto terreno in comune con i cristiani che adottano un’interpretazione più terrena, relazionale o "emergente" dell'anima. Sulla questione specifica della estensione radicale della vita ci sono, credo, molti meno conflitti teologici. La vita è una benedizione divina che siamo obbligati ad arricchire il più possibile. La Chiesa abbraccia la medicina in quanto non solo accettabile, ma anche un obbligo morale per una società compassionevole. Non vi è alcuna indicazione biblica di un periodo massimo di vita accettabile, e ci sono figure bibliche che hanno vissuto per centinaia di anni. Leggi tutto.

Transumanesimo e Cristianesimo di fronte all'immortalità terrena, del Network dei Transumanisti Italiani
Per la prima volta nella sua storia, l’Uomo può oggi ragionevolmente aspirare, grazie ai progressi tecno-scientifici, a prendere in mano il proprio destino evolutivo, modificando il proprio corpo, la propria mente, ed estendendo radicalmente la durata della propria vita. Da questo punto di vista, i transumanisti ritengono non solo auspicabile, ma anche giusto dal punto di vista “etico”, utilizzare la scienza e la tecnologia per contrastare, e in linea di principio eliminare, quei gravosi e tragici tributi che il cieco processo evolutivo di tipo darwiniano impone agli uomini, vale a dire malattie, invecchiamento e morte. Il Transumanesimo, pur essendo caratterizzato da un approccio fondamentalmente scientifico e razionale alla “realtà”, trova un primo elemento importante di convergenza con la tradizione cristiana, in quanto auspica un passaggio dall'evoluzione per selezione naturale a una di tipo post-darwiniano, auto diretta, restituendo così quella centralità all'Uomo nell'economia dell'universo, quale agente in grado di dirigere consapevolmente il processo evolutivo generale, che il darwinismo sembrava avergli sottratto per sempre. Non va dimenticato, infatti, che per l'antropologia cristiana all'Uomo spetta indubbiamente una posizione e un ruolo privilegiato rispetto al "mondo", alla natura. Leggi tutto.

L'idea dell'immortalita' terrena. Una nuova sfida per la teologia, di Mirco Romanato (ExtroPolitica)
Il Cristianesimo, nel momento in cui apparve, fu rivoluzionario; ancora oggi lo è per molti degli stessi motivi [...] Il transumanesimo non è che la versione contemporanea di questo desiderio di imitazione del divino, di ricerca della perfezione. La tecnologia moderna ci permette e ci promette un enorme potere sul creato che ci è stato affidato da Dio e questo potere richiede che l’uomo si trasformi in meglio per poterlo gestire in modo illuminato. La parabola dei Talenti e quella delle Mine ci ricordano qual è il destino di chi non mette a buon frutto quello che gli è stato affidato e che non basta conservarlo così come lo abbiamo ricevuto. C’è una strada davanti a noi, che è ricca di insidie e di tesori, ma non c’è modo per noi di tornare indietro e, probabilmente, non c’è mai stato. Leggi tutto.

Conclusioni del Vescovo di Pistoia, Mons. Mansueto Bianchi.
Tra i diversi relatori e gli interventi, abbiamo ascoltato tanti cristianesimi, o meglio tante punti di vista all’interno del cristianesimo. Abbiamo sentito il cristiano che vede nella morte una benedizione e quello che vi vede una maledizione; il Lazzaro che se la prende con il Maestro perché lo ha riportato in questa vita e il Paolo che si sente non in esilio, ma a casa propria ad operare in questo mondo; il cristiano che vuole andare al più presto incontro all’Amato, per abbracciarlo prima e quello vuole restare perché, magari, abbracciando il fratello meno fortunato abbraccia lo stesso il Signore; il cristiano che vede nella speculazione una distrazione dai problemi reali e quello che vede nei problemi reali una distrazione per la speculazione pura. Tanti modi di vivere il cristianesimo (un tempo si chiamavano cristianesimo incarnazionista ed escatologista), di interpretarlo e testimoniarlo che forse è una delle tante ricchezze della nostra religione, quella che dimostra l’ampiezza e la libertà che il Vangelo ci concede sullo stile di attuazione dei suoi principi. La lezione è forse quella di allargare l’orizzonte del pensiero e capire che non solo la nostra codificazione è quella giusta. Ascoltare l’altro senza arroccarsi nella propria ristretta posizione è un modo di crescere tutti insieme. Leggi tutto.


Per altro materiale sul tema del rapporto fra transumanesimo e religione, vedi l'omonima categoria su Estropico Blog.

Vedi anche: la sezione "Transumanesimo e religione" (su Estropico Blog)

Picture credits:
Faith and Science (Fede e Scienza), by Sacred Destinations. Cattedrale di Santa Maria (Anagni). Affresco raffigurante Galeno e Ippocrate.

 

Tecnofascismo? No grazie.

  • Una serie di articoli su sovrumanismo e dintorni e sui motivi che hanno spinto Estropico ad andarsene dalla Associazione Italiana Transumanisti.
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