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Sezione multimediale

Quella che segue è una selezione dalla sezione video di Estropico Blog

Nanosistemi produttivi

"Productive Nanosystems: From molecules to superproducts" è ormai un classico del nanotech. Se non l'avete mai visto, o se non avete idea di che forma potrebbe avere una nanofabbrica, non perdetevelo. L'animazione parte in un laboratorio: su un bancone vediamo un oggetto delle dimensioni di un forno a microonde (la nanofabbrica) e al suo interno possiamo seguire il tragitto delle varie molecole nel corso della produzione di un laptop da un miliardo di processori. Il video (5 minuti) è stato realizzato dalla LizardFire Studios, con la consulenza tecnica di Eric Drexler (l'autore di Motori di Creazione), il quale commenta sul suo sito che non vedrete "nanorobot danzanti", ma solo macchinari industriali - ma si tratta di robot industriali molecolari... Questa versione include sottotitoli in italiano (se i sottotitoli non partono automaticamente, passate il puntatore del mouse sul bottone in basso a destra nel video e selezionate Turn on captions).

Il potenziamento che uccide

  

Il potenziamento umano è una forma di suicidio dorato per tecnofili. Questa l'idea centrale della presentazione del Dr. Susan Schneider del Penns Center for Cognitive Neuroscience, nel video qui sopra. Non è esattamente un messaggio gradito ai transumanisti, anzi è un'attacco diretto, mirato in particolare a uno dei temi a noi più cari, quello del mind uploading. Ma proprio per questo è un messaggio da prendere seriamente in considerazione. La Schneider comincia bene: è  il 2025 e, essendo un tecnofilo, decidi di avvantaggiarti dei vari potenziamenti fisici e cognitivi che stanno cominciando ad apparire (un impianto retinale per il collegamento a internet e più memoria grazie a nuovi circuiti neurali). In pratica, diventi un cyborg. Nel 2040 allunghi le tue aspettative di vita con terapie nanotecnologiche e, arrivato il 2060, hai ormai accumulato talmente tanti potenziamenti da poter essere considerato un essere postumano. Sei ormai sullo stesso livello di una superintelligenza artificiale, dato che l'unica differenza fra voi è l'origine. Sembra la realizzazione di una variante del sogno transumanista, ma secondo la Schneider si tratta invece di un incubo, perche', gradualmente e senza nemmeno accorgertene, ti sei suicidato... L'idea è che quell'essere postumano del 2060 non saresti più tu, in quanto esso sarebbe radicalmente diverso dalla persona che eri prima di intraprendere il percorso del potenziamento. Il problema è che la Drsa. Schneider dà semplicemente per scontata questa conclusione, mentre il realtà essa è tutt'altro. La presentazione prosegue con un'interessante esposizione delle varie teorie dell'identità, con particolare attenzione a quella più diffusa fra transumanisti, e in genere accettata dai filosofi, cioe' quella della continuità psicologica (una persona è la somma delle proprie memorie, delle proprie esperienze e della propria personalità) per poi passare ad un'altra teoria cara ai transumanisti, quella della "computational theory of mind" (la mente è un programma che può "girare" sia su un substrato biologico che su un subtrato artificiale). Al proposito, la Schneider cita Ray Kurzweil, il quale ha dichiarato che una persona, è una "traccia" ("pattern") simile a quella creata dall'acqua di un ruscello che scorre fra le rocce. Le molecole dell'acqua cambiano in continuazione, ma il "pattern" rimane lo stesso per ore, giorni o anni. Questo "patternismo" è problematico per la Schneider, che si chiede (e questa è una domanda assolutamente legittima e importante) quali cambiamenti, quali modifiche del pattern siano compatibili con la sopravvivenza dell'individuo in questione e quali no. L'uso di nanorobot per la manutenzione cellulare e per rallentare o fermare il processo dell'invecchiamento non sembra un problema, da questo punto di vista, ma se si decidesse di cancellare dalle proprie memorie una relazione, alla 'Se mi lasci ti cancello'? Senza una profonda comprensione dei meccanismi dell'identità personale (e questo è un messaggio che ogni aspirante postumano dovrebbe prendere molto seriamente) il percorso verso la postumanità potrebbe portare all'oblìo personale... Si passa poi a quello che è considerato un vero e proprio tormentone da molti transumanisti di lunga data e che riassumo riportando il sottotitolo di un articolo su Estropico al proposito (Coscienza soggettiva):

L'anno è il 2030. La tecnologia necessaria a creare una copia perfetta di un cervello umano è disponibile (che si tratti di una copia identica a livello atomico, creata con mezzi nanotecnologici o di un modello su computer, basato su scannerizzazione del cervello originale, poco importa ai fini di questa discussione). La domanda è: se il cervello in questione fosse il tuo, la copia saresti sempre tu?

Anche qui la Schneider salta semplicemente alla conclusione che l'individuo originale è stato distrutto nel processo e che l'individuo creato altro non è che un suo "clone". E nel caso di upload non-distruttivo, il risultato sarebbero due individui diversi. Sulla base di questo, la Schneider sostiene che i transumanisti non possono sostenere che il potenziamento umano sia desiderabile, in quanto la teoria della mente da loro adottata è insufficiente a risolvere tali contraddizioni. Verso la fine del video, la Schneider dice anche che in suo paper spiega come anche altri tipi di potenziamento cognitivo (meno drastici del mind uploading) siano altrettanto "death inducing" in quanto minacciano l'identità del soggetto (qui l'abstract: Future Minds: Transhumanism, Cognitive Enhancement, and the Nature of Persons). In risposta, posso solo far notare che io non sono la stessa persona che ero a dieci o vent'anni, o che potrei essere a 100. E che non sono la stessa persona che sarei stato se non avessi avuto accesso ai semplici sistemi di potenziamento disponibili quand'ero bambino (come ad esempio vaccinazioni e sistema scolastico). Ma ciò non vuol dire che il mio io-bambino si sia suicidato... Per quanto riguarda gli scenari più radicali, quali il mind uploading, ecco tre consigli per chi volesse approfondire. Innanzitutto, il già citato Coscienza soggettiva, dal quale riporto un dialogo che mi sembra riassuma l'approccio transumanista (da un romanzo di fantascienza di David Zindell):

    Cosa è l'Uomo, allora?
    Un seme.
    Un seme?
    Una ghianda che non ha paura di distruggersi nel divenire quercia...

Il secondo consiglio è l'ottimo "Staying alive" un affascinante "gioco" online, pubblicato, si badi bene, non da un sito transumanista, ma da una rivista inglese di psicologia (The Philopher's Magazine). Il "gioco" consiste di tre scenari, ognuno con due possibile scelte. Una ti permetterà di sopravvivere e di continuare il gioco, l'altra risulta nel Game Over. Sembra semplice, ma non lo è affatto...

Infine, un commento di Max More sulla pagina dell'IEET dedicata al video: "Sono d'accordo che potenziandomi potrei causare la fine della mia esistenza, totale o parziale [...ma è importante tener conto] di come si realizza la trasformazione. Ho esplorato questo tema in dettaglio nell'ultimo capitolo della mia tesi: The Diachronic Self: Identity, Continuity, Transformation."

 

Tecnofascismo? No grazie.

  • Una serie di articoli su sovrumanismo e dintorni e sui motivi che hanno spinto Estropico ad andarsene dalla Associazione Italiana Transumanisti.
  • Aggiornamenti (su Estropico Blog)

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