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Indice 1) Cos'è una Sfera di Dyson 1) Cos'è una Sfera di Dyson La Sfera di Dyson (o guscio di Dyson) è stata originariamente proposta nel 1959 dall'astronomo Freeman Dyson in "Search for Artificial Stellar Sources of Infrared Radiation" (Ricerca di Sorgenti Stellari Artificiali nella Radiazione Infrarossa) sulla rivista Science, e presentata come una possibile maniera per una civiltà avanzata di utilizzare tutta l'energia irradiata dal proprio sole. Una Sfera di Dyson è una sfera di origine artificiale e di raggio pari a quello di un'orbita planetaria. La sfera consisterebbe di un guscio di collettori solari o di habitat posti attorno alla stella, sicché tutta l'energia emessa dalla stella (o quanto meno una significativa porzione di tale energia) colpirebbe una superficie ricevente sulla quale l'energia stessa verrebbe infine utilizzata. 2) Chi è Freeman Dyson? Freeman Dyson è nato nel 1923 a Crowthorne, Berkshire, Inghilterra. Dyson ha ottenuto la sua Laurea "bachelor of arts" in Matematica presso la University of Cambridge nel 1945. Ha completato il suo dottorato di studio presso il Cambridge's Trinity College dal 1946 al 1947, alla Cornell University nel 1947 e alla University of Birmingham dal 1949 al 1951. Ritornato alla Cornell per diventare professore di fisica nel 1951, la ha lasciata nel 1953 per unirsi all' Institute for Advanced Study, dove attualmente è professore emerito. Libri di Dyson: Disturbing the Universe (1979) (Turbare L'universo - 1981) Principale suo articolo presente in rete: Time Without End: Physics and Biology in an Open Universe (www.a-ten.com/alz/dyson.htm) No, lui stesso ha ammesso che la sua ispirazione originale per questa idea gli è venuta da "The Star Maker" di Olaf Stapledon, scritto nel 1937. Mano a mano che gli eoni trascorreranno, verranno costruiti centinaia di migliaia di mondi artificiali di questo tipo, gradualmente crescenti in dimensione e complessità. Molte delle stelle senza un pianeta naturale diverranno circondate da anelli concentrici di mondi artificiali. In alcuni casi, gli anelli interni conterranno scorie mentre quelli esterni conterranno migliaia di globi adattati alla vita ad una qualche particolare distanza dal sole. Grande diversità, sia fisica che mentale, dovrebbe distinguere i mondi anche nell'ambito dello stesso anello. 4) Perché Costruire una Sfera di Dyson? Energia e spazio. Come descritto sopra, la quantità di energia raccolta sarebbe immensa, e lo spazio vitale semplicemente inimmaginabile. Dyson faceva notare che l'utilizzo di energia dell'umanità ha subito un incremento esponenziale per almeno un paio di migliaia di anni, e che continuando con questo ritmo presto consumeremo più energia di quella che la Terra riceve dal sole, sicché il naturale passo successivo è quello di costruire habitat artificiali attorno al sole per sfruttare tutta l'energia che esso emette. 5) Come apparirebbe una Sfera di Dyson vista dall'esterno? Una Sfera di Dyson di Tipo I probabilmente non ricoprirebbe perfettamente la stella, quindi occasionali lampi sulla sua superficie dovrebbero essere visibili dagli habitat orbitanti. Una Sfera di Dyson di Tipo II sarebbe totalmente opaca (a meno che sia non totalmente chiusa). Le sfere dovrebbero essere quindi invisibili da lunghe distanze, come lo sarebbe un disco nero nel cielo. Ma brillerebbero enormemente nello spettro dell'infrarosso, a causa del fatto che viene radiato via il calore di risulta prodotto dal processo interno. La temperatura apparente dovrebbe essere: T = (E / (4* pigreco * r^2 *eta * sigma) )^1/4 dove E è l'energia emessa dal sole, r il raggio della sfera, eta l'emissività e sigma la costante della legge di Stefan-Boltzman. Questa temperatura apparente dovrebbe corrispondere ad una lunghezza d'onda d'infrarosso di lambda = 2,8978 * 10 ^-3 / T*m (assumendo un corpo nero sferico) che per dimensioni ragionevoli risiede appunto nell'infrarosso. Dyson stimò il picco di radiazione attorno ai dieci micrometri. 6) Come apparirebbe una Sfera di Dyson vista dall'interno? La curvatura del "terreno" dovrebbe essere ancora minore che sulla Terra, così che un osservatore vicino ad esso lo vedrebbe perfettamente piatto. In una Sfera di Dyson solida dotata di atmosfera, l'atmosfera stessa limiterebbe il campo di visibilità a causa della sua opacità, e l'orizzonte apparirebbe leggermente nebuloso. Il cielo sarebbe riempito dalla superficie della sfera, sembrando così come una immensa palla da bowling sovrastante una terra piatta costellata da nuvole e ricoperta da continenti e oceani, sebbene per una realistica Sfera di Dyson queste cose sarebbero troppo immense per essere notate. La dimensione angolare di un oggetto a distanza d e diametro l è 2 * arctan(l/2 * d). Per un oggetto di diametro di 10.000 km (come la Terra) a distanza di 100 milioni di km (a circa 120 gradi dall'osservatore del guscio), la dimensione angolare dovrebbe essere circa di 10^-4 rad o 0,005 gradi, approssimativamente pari alla dimensione di un pisello distante 100 metri. 7) Una Sfera di Dyson sarebbe stabile? In una Sfera di Dyson di Tipo I, tutte le strutture orbitano attorno alla stella in modo indipendente fra loro, e le loro orbite sono normali ellittiche kepleriane o orbite circolari. Poiché la massa del guscio è trascurabile a confronto con quella del sole, la gravità del guscio può essere ignorata (essa causa semplicemente una più o meno avvertibile precessione delle orbite ellittiche). Se due orbite dovessero intersecarsi, possono essere corrette utilizzando vele solari, motori ionici, vele magnetiche o altri analoghi dispositivi di moto alimentati a bassa energia. F = L/(4 * pigreco * c * r^2) - (G*M*m/r^2) dove L è la luminosità totale del sole(3,9 * 10 ^26 Watts), M è la massa del sole, m è la densità dello statite, r la distanza dal sole e c la velocità della luce. Per rimanere bilanciato, lo statite deve avere una densità: m=E/(4 pigreco * c * G * M) (assumendo uno statite al 100% riflettente). Si noti che ciò è indipendente dalla distanza dal sole, perché tanto più lo statite è vicino al sole, tanto più è grande la trazione gravitazionale, ma al contempo è anche più forte la pressione della radiazione. La densità dipende solo dal rapporto massa/luminosità del sole. Per uno statite nel sistema solare, la densità dovrebbe aggirarsi attorno a: 0,78 g/m^2. Legge di Gauss Un facile modo di risolvere il quesito è quello di utilizzare la legge di Gauss: l'integrale della forza,calcolato su una superficie arbitraria e chiusa, è proporzionale alla quantità della massa che risiede al suo interno. Se la superficie è una sfera circondante quella di Dyson, c'è ovviamente una forza che tira verso l'interno applicata alla superficie della sfera, e causata dal fatto che c'è della massa al suo interno. Ma se invece la sfera è interna alla Sfera di Dyson (il sole è ignorato in questo calcolo, come se fossimo soltanto soggetti alla gravità della Sfera di Dyson), non c'è massa all'interno e quindi l'integrale deve essere zero, il che significa che non c'è alcun campo gravitazionale all'interno della sfera. Una semplice dimostrazione Questo può essere dimostrato anche solo utilizzando calcolo elementare con un approccio di forza bruta. La trattazione che segue è estratta da Kleppner & Kolenkow, "An Introduction to Mechanics" (p. 101) e riguarda la forza che scaturisce fra due corpi così disposti: Un punto di massa m e raggio r, posto sull'asse x, e un guscio sferico centrato sull'origine degli assi cartesiani. Dividendo la sfera in sottili anelli, assumiamo che R sia il raggio del guscio sferico, t il suo spessore (t << R). L'anello ad angolo theta, che sottende un angolo dtheta, ha una circonferenza 2 pi R sin theta, larghezza R dtheta e spessore t, il che comporta un volume pari a: dV=2 * pigreco * R^2 * t * sin (theta) * d * theta e massa: (M/2) sin (theta) * d* theta (sia rho la densità del guscio). Ogni parte dell'anello è alla stessa distanza r´ da m, e, per simmetria, la forza dall'anello è diretta lungo l'asse senza alcuna componente trasversale. Poiché l'angolo alpha fra il vettore di forza e la linea dei centri è la stessa per tutte le sezioni dell'anello, la componente di forza lungo la linea dei centri si somma per dare: dF=G *m *rho *dV *cos (alpha) / (r´)^2 per l'intero anello. F = int (G * m * rho * dV/(r´)^2) cos (alpha). Esprimendo cos (alpha) come una funzione dell'angolo polare, abbiamo: F = [G*M*m/2] int0^pigreco ( (r - R cos (theta)) *sin (theta)*dtheta)/(r^2 + R^2 - 2 * r* R *cos (theta)) ^2/3 Tramite sostituzione di u=r-R*cos(theta), du=R*sin(theta)*dtheta otteniamo: F = [G*M*m/2*R] int{r-R}^{r+R} (u du) / (R^2 - r^2 +2*r*u) ^3/2 che è un integrale standard che risulta in: F = (G*M*m/2*R)*(1/2*r^2)*[radicequadra(R^2-r^2+2*r*u)-(r^2-R^2)/ (Ndt: soluzione indefinita dell’integrale, da calcolare poi fra{r-R} e {r+R}). Per r<R otteniamo: F=(G*M*m/4*R*r^2)*{(R+r)-(R-r)-(r^2-R^2)(1/(R+r)-1/(R-r))} = 0 8) Quanto avrebbe bisogno d'esser forte un guscio di Dyson rigido? Molto forte. Secondo quanto dice Frank Palmer: Una qualsiasi sfera attorno ad un corpo gravitazionale può essere trattata matematicamente considerandola come due emisferi congiunti da una cucitura. Il contributo dato da una piccola sezione alla forza complessiva esercitata sulla cucitura è: G*d*t*A*cos (angolo) dove G è la gravità, d la densità, t lo spessore, A l'area (per la sezione considerata). L'integrale di A*cos(angolo) è: (pigreco)*R^2 Sicché la forza totale è: g*d*t*(pigreco)*R^2. E tale forza è, con buona approssimazione, indipendente dalla distanza. L'area che si oppone alla forza è: 2*(pigreco)*R*t. Per cui la pressione è: g*d*R/2; questa equivale ad una torre cilindrica di data altezza e posta sul suolo. Se una tale torre fosse costruita con un materiale in grado di resistere, allora lo sforzo di compressione non sarebbe troppo grande. Per una distanza dal sole di 1 UA, lo sforzo di compressione al suolo risulta essere 2*([pigreco]* UA/YARDE) ^2, o, in base ad alcuni miei calcoli personali, equivalente a una torre alta 80MILA-90MILA chilometri. 9) Che ne è della gravità all'interno del guscio di una Sfera di Dyson rigida? Un guscio di Dyson non rotante dovrebbe avere solo due sorgenti di gravità: il guscio stesso e la stella. Come già detto, all'interno solo la gravità della stella è avvertibile e ogni cosa deve cadere verso di essa, mentre all'esterno ci sarebbe una debole gravità (per una sfera di 1 UA centrata attorno al sole, la gravità dovrebbe essere 6e-3 m/s^2). L = k M^nu, con k che è una costante di proporzionalità e nu compresa fra 3,5 e 4,0. (k dipende dalla scelta di nu, ovviamente) si può trovare la costante k, dato nu, basandosi sul fatto che il Sole ha una luminosità di 3,83 * 10^26 Watts ed una massa di 1.99 * 10^30 kg. In secondo luogo, nota l'accelerazione di gravità: g = G * M/R^2. In terzo luogo, la legge di potenza del Corpo Nero (approssimando la stella come corpo nero, il che non è una approssimazione troppo cattiva): L = e *sigma *A T^4. Conoscendo questi fattori, si può combinarli per ottenere una equazione che correla la massa della stella alla temperatura desiderata e alla gravità della sfera: k * M^(nu - 1) = 4 * pigreco * e* sigma G (T^4/g). Sostituendo le condizioni ideali (g = 9.81 m/s^2, T = 300 K), si trova che M deve essere compreso fra 0,054 e 0,079 volte la massa solare (la variabiltà è dipendente dalla quella dell'esponente nella relazione fra massa e luminosità). Per confronto, il termine della sequenza principale è di circa 0.08 masse solari. Questo porterebbe a produrre sfere con un raggio di 0,0057-0,0069 UA (852.720 - 1.032.240 km). 10) Il vento solare non sarebbe un problema? Se una ecologia di tipo terrestre fosse costruita dentro un grande guscio rigido di Dyson, sulla superficie abitata ci sarebbe un effluvio di ioni (principalmente idrogeno) causato dal vento solare. Il vento solare ha una densità di circa 5 ioni/cm^3, che si spostano a velocità di circa 500 km/s; questo comporterebbe un flusso ionico superficiale di 2.5*10^12 ioni/m^2/s. Sembra che sia davvero un flusso di grande entità ma in realtà è un'entità molto piccola, infatti si tratta solo di 4*10^-12 moli (un grammo di idrogeno è approssimativamente una mole). Poiché l'idrogeno naturalmente non potrebbe sfuggire dall'atmosfera, la sua presenza diverrebbe gradualmente sempre più abbondante, ma ci vorrebbero mille miliardi di anni prima che l'effetto diventi significativo. La forza congiunta dovuta alla pressione del vento solare e alla pressione luminosa (la seconda ben più grande della prima) è d'entità inferiore rispetto alla forza totale dovuta all'attrazione gravitazionale del sole e alla forze derivanti dalle tensioni interne di un guscio di Dyson rotante. In una Sfera di Dyson del Tipo I, la pressione luminosa potrebbe essere usata per tenere gli statiti appesi nello spazio. Si noti che non ci sarebbero aurore in un guscio di Dyson, poiché mancherebbe il campo magnetico. Questo significa anche che la radiazione solare che raggiungerebbe il suolo sarebbe maggiore, perché non verrebbe deflessa in modo naturale (per quanto si potrebbero immaginare sistemi di mega-ingegneria per fornire un campo magnetico artificiale). 11) Potrebbe essere costruita una Sfera di Dyson usando una tecnologia realistica? Una Sfera di Dyson di Tipo I potrebbe esser costruita gradualmente, senza alcuna supertecnologia o senza super-materiali, fatta eccezione per la lunghezza dei tempi di sviluppo di una molteplicità di collettori solari ed habitat. Questo lavoro potrebbe cominciare anche oggi (e qualcuno potrebbe argomentare che i nostri satelliti sono il primo passo). Usando macchine autoreplicanti, la fascia asteroidale e le lune minori potrebbero essere convertite in habitat nell'arco di pochi anni, mentre il disassemblamento di pianeti più grandi potrebbe comportare tempi 10-1000 volte maggiori (a secondo di quanta energia verrebbe usata e con quale grado di violenza sarebbe portato avanti il disassemblamento). 12) C'è abbastanza materia nel sistema solare per costruire una Sfera di Dyson? Dyson originariamente calcolò che c'e' abbastanza materia nel sistema solare per creare un guscio dallo spessore di almeno tre metri, ma la sua dovrebbe essere una sovrastima poiché la maggior parte della materia nel sistema solare è composta da idrogeno ed elio, inutilizzabili come materiale di costruzione (almeno per quel che sappiamo oggi). Questi elementi potrebbero eventualmente subire un processo di fusione nucleare che li converta in elementi più pesanti, ma se puoi "sintetizzare" elementi per fusione, perché importunarti con una Sfera di Dyson? Massa (1*10^24 kg) Mercurio: 0,33022 Totale: 11,78733*10^24 kg C'è incertezza riguardo l'utilizzabilità dei pianeti esterni. Giove e Saturno consistono principalmente di idrogeno ed elio, con circa il solo 0,1% di altri materiali. Riguardo Giove si presume che abbia un nucleo roccioso di massa all'incirca 10-15 volte la massa totale della Terra, e Saturno probabilmente contiene un nucleo più piccolo di circa 3 volte la massa Terrestre. Urano e Nettuno sembrano principalmente fatti di roccia e ghiaccio, con circa il 15% di idrogeno, quindi una stima approssimativa dovrebbe portarci a considerare circa il 50-70% di massa usabile. Plutone sembra essere attorno all' 80% di massa utilizzabile. Massa (10^24 kg) Massa Utilizzabile (stima approssimativa) Giove: 1898, 8 circa 58 Totale: 2657,06 Usabile: circa 170 (Nota: Questa stima è basata sull'assunto che la distribuzione delle dimensioni della fascia di Kuiper rispecchi quella della fascia Asteroidale.) (Nota: Queste tabelle sono basate su informazioni tratte da "Physics and Chemistry of the Solar System" di "John S. Lewis" e da "The Nine Planets" di Bill Arnett.) (www.seds.org/billa/tnp) Il sistema interno contiene abbastanza materiale utilizzabile per una Sfera di Dyson. Se si assume un raggio di 1 UA, ci sarebbero circa 42 kg/m^2 sulla sfera. Questo è probabilmente un numero troppo basso perché sia realistico costruire una massiccia Sfera di Dyson di Tipo II, ma probabilmente abbastanza per costruirne una di Tipo I che invece ha la massa concentrata negli habitat ed in cui la maggior parte delle superfici è costituita da vele solari e recettori, componenti che presumibilmente sarebbero piuttosto sottili. Con materiale extra proveniente da sistemi esterni, diciamo circa 600 kg/m^2, avremmo abbastanza materia per costruire una sfera più pesante (se fosse tutta di ferro, dovrebbe essere spessa circa 8 centimetri, e se fosse di diamante circa 20 centimetri). Un guscio di Tipo III, una "bolla di Dyson", dovrebbe avere una massa molto piccola. Poiché la sua densità è indipendente dal raggio (vedi paragrafo riguardante la stabilità), la sua massa dovrebbe scalare secondo un fattore r^2. Per una bolla di 1 UA, la massa totale necessaria dovrebbe aggirarsi attorno ai 2.17*10^20 kg, circa la massa di Pallas. 13) Una Sfera di Dyson non dovrebbe arrostire? Anche se la civiltà che vive nella Sfera di Dyson facesse del suo meglio per immagazzinare l'energia disponibile, alla fine la termodinamica vincerebbe e la sfera comincerebbe a irradiare energia verso l'esterno, fino a raggiungere un equilibrio. La sua temperatura diverrebbe: T=[E/(4*pi*eta*sigma*r^2)] ^¼ dove eta è l'emissività (=1 per un corpo nero), sigma la costante della legge di Stefan-Bolzman (5,67032*10^-8 Wm^2K^-4) ed E è l'energia totale in uscita dalla stella (misurata in watts). r_minimo = radicequadra (E/(4 pigreco* eta *sigma *T_max^4)) Il diamante può resistere fino a circa 4000 gradi kelvin; Ponendo 4000 gradi K nell'equazione, otteniamo 1,48*10^9 metri, ossia circa 1,4 milioni di chilometri. Per 1000 gradi kelvin otteniamo un raggio di 2.37*10^10 metri, ossia circa 23 milioni di chilometri. E questo corrisponde approssimativamente a 2 e 32 raggi solari, approssimativamente. Con un raffreddamento attivo, il guscio può essere reso più piccolo. 14) Altri concetti analoghi alle Sfere di Dyson Mondi ad Anello I Mondi ad Anello sono stati presentati per la prima volta da Larry Niven (www.larryniven.org) nel romanzo Ringworld (Ndt - Edizione italiana: "I Burattinai" Editrice Nord (www.nord.fantascienza.it). F= r *rho *g [N/m] dove rho è il peso per metro quadro del mondo ad anello (kg/m^2), g la sua accelerazione di superficie e r il suo raggio. Per il mondo ad anello g è vicino alla gravità terrestre, il raggio è di circa 1 UA, e esiste almeno un chilometro di materiale di superficie dalla densità approssimativamente pari a quella Terrestre. Tutto ciò risulterebbe in uno sforzo di compressione dell'ordine di 1*10^18 - 1*10^19 N/m. r=g *T^2 / (4 * pigreco^2) il che comporta un raggio di circa 2 milioni di km. Se l'orbitale è inclinato e sufficientemente esteso, dovrebbe oscurare se stesso fornendo giorno e notte. Si noti che questo richiede pur sempre materiali super-resistenti, per quanto dalla resistenza meno estrema rispetto allo scrith. Mondi a Bolla (ideati da Dani Eder) Un mondo a bolla è un costrutto artificiale che consiste di un guscio di spazio vitale attorno ad una sfera di gas idrogeno. E' stato inventato per rispondere alla domanda "quale è la più grande colonia spaziale che possa essere costruita?". La risposta è un mondo a bolla non rotante, che fatti certi assunti particolari può essere anche di 480mila chilometri in diametro (circa tre volte il diametro di Giove). Mi risulta troppo arduo analizzare un eventuale mondo a bolla di tipo rotante. Si assuma che si desideri avere un grande volume di spazio vitale e che questo si presenti nella forma di un guscio. Il guscio contiene aria, gente, case, mobili, ecc, per una media di 10 kg/m^3. Se si riempisse l'interno del guscio con idrogeno (il gas più leggero esistente) a temperatura ambiente, il gas assumerebbe una distribuzione dettata dalla sua stessa gravità. Se la pressione ai confini del guscio, nella zona in cui idrogeno e spazio vitale si incontrano, è di una atmosfera, allora c'è a disposizione una dimensione più grande su cui si può costruire una tale struttura prima che l'auto-gravità dell'idrogeno cominci a renderla più piccola. Lo spazio vitale ha uno spessore di 2400 chilometri, nell'ipotesi che la superficie esterna sia sottoposta ad una pressione pari a quella che c'è a 3000 metri sotto il livello del mare Terrestre. Un tale mondo a bolla avrebbe 5 milioni di volte il volume di spazio utilizzabile sulla Terra. L'atmosfera è mantenuta grazie ad una cappa di apposito materiale (per esempio 500 metri di lega ferro-nickel) così da bilanciare la pressione esercitata sotto la cappa dal gas atmosferico. L'intera struttura è in equilibrio di pressione, cosicché non è richiesta nessuna particolare forza strutturale. Sovra-Giove Paul Birch (www.paulbirch.net) ha suggerito che Giove può essere racchiuso in un guscio solido; per un certo raggio del guscio, la gravità superficiale sarebbe di tipo terrestre, e l'energia sarebbe fornita dallo sfruttamento della energia termica del pianeta. (Paul Birch "A Visit to SupraJupiter" Analog December 1992) Sfere di Dyson Sommerse Nick Szabo (http://szabo.best.vwh.net) ha fatto notare che, in virtù del fatto che, in una Sfera di Dyson di dimensioni normale, i ritardi di comunicazione sono piuttosto lunghi e che la densità di energia si incrementa notevolmente al diminuire della dimensione della sfera, per le civiltà basate sullo "stato solido" (www.aleph.se/Trans/Words/s.html) sarebbe vantaggioso costruire sfere quanto più possibile vicine alla stella. La conclusione logica sarebbe quella di un guscio attorno al nucleo della stella, attraverso il quale dovrebbe essere filtrata tutta l'energia. Il problema costituito da questo approccio è che la quantità di energia che può essere estratta dalla radiazione dipende dalla differenza di temperatura fra i due lati del guscio. All'interno della sfera la temperatura sarebbe piuttosto bassa (poniamola a zero), mentre per stabilire quella esterna bisognerebbe essenzialmente considerare la differenza fra la temperatura del guscio sferico e la radiazione cosmica di fondo. Ma si noti che se si potessero catturare dei neutrini, questi fornirebbero una sorta di differenziale termico utilizzabile (poiché il sole è quasi trasparente ad essi). Sfere di Dyson Galattiche Hara Ra suggerisce che, per civiltà molto avanzate di esseri (dei "cervelli galattici") massimizzare energia e materia disponibili e minimizzare i ritardi di comunicazione sarebbe davvero utile per raccogliere, in una densa regione al centro galattico, tutte le stelle e la restante materia della galassia. Il risultato dovrebbe essere una sfera di materia orbitante accuratamente allineata e appena più grande del suo "raggio di Schwartzchild" (Vedi NdT (*) in fondo alla presente sezione), con un buco nero nel suo centro. Invece di far affidamento sulla energia derivante da una fusione stellare, la materia potrebbe alimentare il buco nero, e l'energia che questo rilascerebbe dovrebbe essere usata da una circostante "Sfera di Dyson galattica". La dimensione totale dovrebbe essere dell'ordine di pochi mesi-luce. Lo sfruttamento di buchi neri per la produzione energetica può anche essere ottenuta usando Sfere di Dyson più piccole. Un buco nero molto piccolo irradierà una intensa "radiazione di Hawking" (Vedi NdT (**) in fondo alla presente sezione) perdendo la sua massa rapidamente. Se una uguale quantità di massa fosse inghiottita contemporaneamente (per esempio in forma di spazzatura) il buco rimarrebbe stabile, convertendo la materia in energia che sarebbe collezionabile dalla Sfera di Dyson (* ) (NdT- "Il raggio di Schwarzchild" è il raggio al quale si trova l'"Orizzonte degli Eventi" di una "Circonferenza Critica". Una "Circonferenza Critica" è la circonferenza al di sotto della quale un oggetto, di data massa, collassa in un buco nero; L'"Orizzonte degli Eventi" è la distanza dal buco nero al di sotto della quale nulla, neanche la luce, può evitare di cadere infine nel buco nero per effetto della attrazione gravitazionale) 15) E' stata mai osservata una Sfera di Dyson? Ho trovato le seguenti tre ricerche riguardanti le Sfere di Dyson: DATA: 1980 DATA: 1984 DATA: 1987 In breve: nessuno ha osservato ancora una Sfera di Dyson. 16) Riferimenti - Slysh, V. I., Search in the Infrared to Microwave for Astro-engineering Activity, in The Search for Extraterrestrial Life: Recent Developments, M. D. Papagiannis (Editor), Reidel Pub. Co., Boston, Massachusetts, 1985 * Risorse Web · Un articolo di Sarah Voigt sulle Sfere di Dyson: Dyson Spheres: A Primer A mini-FAQ (http://home.swipnet.se/~w-10546/dysonspheres/Dysonsphere_Index.htm) * Cosa è stato scritto sulle Sfere di Dyson? - L'articolo originario: Dyson, F. J., Search for Artificial Stellar Sources of Infrared Radiation, Science, vol. 131, pp. 1667-1668, 1959 * Saggistica: -Larry Niven: "Bigger than Worlds" in A Hole In Space (1974) e in Playgrounds of the Mind. Tratta di tutti i tipi di megastrutture ingegneristiche. * Fiction che coinvolge le sfere di Dyson o altri concetti analoghi: - Informazioni raccolte tramite gruppo di discussione Usenet "Megastructures in Science Fiction" Megastrutture nella fantascienza: (www.aleph.se/Trans/Tech/Megascale/megastruct.txt) a cura di Ross Smith (NdT- Vedi anche: MegaScale Engineering (www.aleph.se/Trans/Tech/Megascale/index.html) Con idee ed aggiunte degli altri partecipanti ad un gruppo di discussione sulle Sfere di Dyson: Richard Treitel - Stefan E. Jones - Dani Eder - Cheradenine -Zakalwe - Steve Linton - David Lorenzo Duffy - Erik Max Francis - Frank Palmer - 'ric - Christopher P. Winter - Steve Willner Traduzione a cura di Vincenzo Battista Versione originale del presente documento
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